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Categoria: Contact Center

Call Center KPIs: i 7 dati che devi monitorare

La qualità del servizio clienti è un fattore cruciale per il successo di qualsiasi azienda, e i Call Center KPI (Key Performance Indicators) giocano un ruolo fondamentale per misurare e ottimizzare le performance dei team di supporto nell’area Customer Care. Nel mondo digitale i dati sono diventati il fulcro principale delle decisioni aziendali. Tuttavia, non tutti i dati hanno lo stesso peso. Identificare, analizzare e agire sui KPI giusti richiede competenze specifiche e strumenti avanzati. Ti invitiamo a scoprire con noi quali sono i KPI più rilevanti per un call center, perché sono importanti, e come integrarli efficacemente nei processi aziendali per ottenerne il massimo rendimento. Partiamo subito! Call center KPIs: perché sono così importanti? Prima di immergerci nei dettagli relativi ai KPI più utili, è importante comprendere il loro ruolo strategico all’interno del Customer Care. I KPI sono più di semplici numeri: rappresentano indicatori di successo che, se monitorati correttamente, ti consentono di: Come selezionare i KPI per il tuo call center Un errore comune per un call center può essere monitorare troppi KPI, perdendo di vista quelli davvero significativi. Questo fenomeno, noto come data overload, può portare a confusione e a una scorretta gestione delle priorità nelle azioni correttive. Ecco perché è fondamentale selezionare un set limitato di indicatori, che siano strettamente legati agli obiettivi aziendali. Potremmo riassumere questo concetto in una sola frase: dati giusti, decisioni migliori. Ogni call center ha esigenze uniche, ma ci sono alcuni KPI universali che offrono insight preziosi per tutti. Questi sono quelli a cui dovresti fare maggiormente attenzione: 1. First Call Resolution (FCR) Questo KPI misura la percentuale di chiamate risolte durante il primo contatto. È uno degli indicatori più importanti per valutare l’efficacia del tuo servizio clienti perchè misura la capacità di risolvere il problema di un cliente o rispondere alla sua richiesta già durante il primo contatto, senza necessità di ulteriori follow-up o chiamate successive. È strettamente legato alla soddisfazione del cliente (CSAT) ed è un importante segnale della qualità complessiva dei processi operativi del call center. Il FCR viene generalmente calcolato con la seguente formula: FCR(%) = Numero di richieste risolte al primo contatto / Totale delle richieste ricevute​ × 100​ Ad esempio: Il First Call Resolution non è solo un indicatore di efficienza, ma il riflesso della capacità del call center di offrire un servizio di qualità. Un FCR elevato migliora la soddisfazione del cliente e riduce i costi operativi, rafforzando l’immagine dell’azienda sul mercato.  2. Customer Satisfaction Score (CSAT) Il CSAT è un indicatore diretto del grado di soddisfazione dei clienti. Si misura attraverso sondaggi brevi, spesso al termine di una chiamata o di un’interazione via chat. Viene di solito calcolato in questo modo:(Somma delle risposte positive / Totale delle risposte) × 100 Un call center con un CSAT basso può puntare a migliorarlo aggiungendo un feedback loop per i clienti insoddisfatti. Vedremo dopo più nello specifico di cosa si tratta.3. 3. Tempo medio di attesa (Average Wait Time) AWT è la media del tempo che i clienti devono aspettare prima che un operatore prenda in carico la loro chiamata. Questo tempo include il periodo trascorso in coda, spesso accompagnato da messaggi vocali o musica di attesa, che difficilmente leniscono l’impazienza del cliente. L’AWT viene calcolato con la seguente formula: Somma dei tempi di attesa per tutte le chiamate / Numero totale di chiamate a cui si è risposto Ovviamente più questo indicatore sarà basso meglio le cose stanno andando nel tuo call center. Utilizzando l’analisi storica dei dati, i manager possono prevedere i momenti di maggiore affluenza e pianificare di conseguenza il livello di personale necessario a tenere basso questo call center KPI. 4. Tasso di Abbandono Il tasso di abbandono misura la percentuale di chiamate in cui i clienti hanno riattaccato prima di essere serviti. È uno dei KPI più critici, perché un tasso di abbandono elevato indica una scarsa gestione delle risorse o tempi di attesa eccessivi. 5. L’Average After Call Work (ACW) L’Average After Call Work (ACW) è un KPI che misura il tempo medio che un operatore impiega a completare le attività necessarie dopo aver terminato una chiamata. Queste attività possono includere: Tempistiche post-chiamata elevate possono segnalare inefficienze nei processi, compromettere la disponibilità degli operatori per nuove chiamate e aumentare il rischio di stress e burnout, influendo sia sull’efficienza operativa che sull’esperienza del cliente. 6. Numero delle chiamate bloccate Il KPI delle chiamate bloccate misura la percentuale di clienti che, tentando di contattare il call center, trovano la linea occupata o non riescono a mettersi in contatto con un operatore. Questo indicatore riflette direttamente la capacità del sistema di call center di gestire il volume delle chiamate e viene calcolato secondo questa formula: Tasso di Chiamate Bloccate(%) = (Numero di chiamate bloccate / Numero totale di chiamate ricevute​) × 100 7. Tasso di rotazione degli operatori Il tasso di rotazione degli operatori (o turnover rate) è un KPI cruciale per valutare il livello di soddisfazione dei tuoi operatori e il loro morale. Questo indicatore misura la frequenza con cui gli operatori lasciano il lavoro in un determinato periodo di tempo e può offrire importanti spunti sulle condizioni lavorative, l’efficacia della formazione e il grado di motivazione del tuo personale. La personalizzazione dei KPI: adattare le metriche alle specificità del call center Ogni call center ha esigenze e obiettivi unici. Questo significa che, oltre ai KPI universali come quelli illustrati, è fondamentale identificare metriche personalizzate che riflettano le peculiarità operative. Te ne proponiamo alcuni esempi: Adattare i KPI alle caratteristiche specifiche del business consente di evitare il rischio di focalizzarsi su metriche poco rilevanti, garantire che gli obiettivi del team di customer care siano allineati con quelli complessivi dell’azienda e monitorare in modo efficace il successo di iniziative specifiche, come l’implementazione di nuove tecnologie o protocolli. Monitor: Il cuore del customer care in tempo reale Adesso che abbiamo individuato i principali call center KPIs, vediamo insieme come convogliare questi dati in monitor che ottimizzino il lavoro del team. I monitor sono schermi

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Assistente virtuale

Assistente virtuale: te ne svelo potenzialità e limiti

Venti anni fa l’idea che oggi avremmo chiesto a voce alta ad un assistente virtuale di impostare il timer per tirar fuori l’orata dal forno o di accendere la luce in cucina non era neppure considerabile. Eppure, negli ultimi anni, gli assistenti virtuali sono diventati una parte integrante della nostra vita quotidiana, semplificando molte attività grazie all’intelligenza artificiale (AI). Questi strumenti, si trovano in quasi tutte le case e dispositivi, dai telefoni agli elettrodomestici, e sono molto usati dalle aziende per automatizzare il lavoro. Ma quali sono le reali potenzialità e i limiti degli assistenti virtuali? In quest’articolo, esploreremo questo tema, soffermandoci su come funzionano queste applicazioni, quali sono i loro punti di forza e quali le sfide che questa tecnologia deve affrontare.  A cosa serve un assistente virtuale? Un assistente virtuale è un software avanzato, basato sull’intelligenza artificiale, progettato per eseguire una vasta gamma di attività per conto dell’utente. Questi assistenti possono interagire con gli utenti tramite comandi vocali, testo o interfacce visive, offrendo risposte e svolgendo vari compiti come inviare messaggi, gestire calendari, fornire informazioni in tempo reale e controllare dispositivi smart. Grazie all’AI, gli assistenti virtuali sono in grado di apprendere dalle interazioni precedenti, migliorando la loro capacità di comprendere e anticipare le esigenze dell’utente. In questo modo la loro performance può essere personalizzata ed efficiente. Cos’è un assistente vocale? Un assistente vocale è un software progettato per eseguire compiti e fornire servizi di assistenza, basandosi su comandi vocali. Alcuni esempi noti includono Siri di Apple, Google Assistant, Alexa di Amazon e Cortana di Microsoft. Questi assistenti sono in grado di rispondere a domande, eseguire azioni come inviare messaggi, effettuare chiamate, impostare promemoria, controllare dispositivi smart. Tutte queste operazioni sono svolte dall’assistente vocale ascoltando le tue richieste e rispondendo vocalmente alle medesime. Un assistente vocale sostanzialmente utilizza le tecnologie text to speech e speech to text per convertire il linguaggio scritto in parlato e viceversa. In questo modo l’utente può dialogare col proprio assistente virtuale come se si trattasse di una persona e interagire con lui anche quando ha le mani occupate per i mille impegni quotidiani. Le potenzialità degli assistenti virtuali Uno dei principali vantaggi degli assistenti virtuali è la capacità di migliorare la produttività e automatizzare attività ripetitive. Ad esempio, con un semplice comando vocale, è possibile programmare un appuntamento sul calendario, inviare un’ e-mail o controllare il meteo senza dover toccare il dispositivo. Per gli utenti Android, per esempio, Google Assistant rappresenta un valido assistente virtuale, nativamente integrato con l’ecosistema Android. Grazie all’integrazione con Google, gli utenti possono beneficiare di una personalizzazione avanzata, dove l’assistente apprende le abitudini e le preferenze dell’utente, offrendo suggerimenti e risposte sempre più pertinenti grazie all’intelligenza artificiale. Gli assistenti virtuali sono in costante evoluzione. Infatti, l’AI permette loro di apprendere dal comportamento degli utenti, migliorando con il tempo e diventando sempre più precisi e utili. I limiti degli assistenti virtuali Nonostante le loro impressionanti capacità, gli assistenti virtuali non sono privi di limiti. Un problema significativo riguarda la comprensione del linguaggio naturale. Sebbene l’AI abbia fatto grandi progressi, alcuni assistenti vocali non riescono a comprendere comandi complessi o contesti ambigui. Un’altra preoccupazione riguarda la privacy e la sicurezza. Un assistente virtuale raccoglie una grande quantità di dati personali, il che solleva questioni su come queste informazioni vengono utilizzate e protette. In casi limite, i dispositivi possono essere attivati accidentalmente, registrando conversazioni private senza il consenso dell’utente. Infine, se guardiamo alle conseguenze sul piano sociale dell’utilizzo di questi strumenti, c’è sempre in agguato il rischio, soprattutto per i più giovani, di sviluppare una dipendenza dalla tecnologia. Gli assistenti virtuali possono rendere le nostre vite più facili, ma c’è il rischio di affidarsi troppo a loro, riducendo la nostra capacità di svolgere compiti semplici senza il loro aiuto. Come scegliere il miglior assistente virtuale per il tuo business Scegliere il miglior assistente virtuale per il tuo business è una decisione strategica che può influenzare significativamente l’efficienza operativa e l’esperienza dei clienti. La prima considerazione da fare riguarda le specifiche esigenze aziendali: se il tuo business richiede un elevato livello di automazione delle interazioni con i clienti, ad esempio nel servizio clienti o nel supporto tecnico, un assistente virtuale dotato di avanzate capacità di elaborazione del linguaggio naturale (NLP) e integrazione con CRM potrebbe essere la scelta ideale. Un buon assistente virtuale può essere configurato per rispondere a domande frequenti, gestire prenotazioni o fornire supporto tecnico, liberando risorse umane per compiti più complessi. Un altro aspetto cruciale è la compatibilità con gli strumenti e le piattaforme già in uso nella tua azienda. È essenziale che l’assistente virtuale sia integrabile con il tuo CRM, o con l’applicazione in uso per la gestione dell’assistenza al cliente. La sicurezza e la gestione dei dati sono altrettanto importanti. Poiché gli assistenti virtuali gestiscono grandi volumi di informazioni sensibili, è fondamentale scegliere una soluzione che offra solide garanzie di sicurezza e conformità alle normative sulla privacy, come il GDPR. Infine, la scalabilità e il supporto tecnico offerto dalla piattaforma dell’assistente virtuale sono fattori decisivi: assicurati che il sistema possa crescere con il tuo business e che ci sia un adeguato supporto tecnico per affrontare eventuali problemi o personalizzazioni. Insomma, la scelta del migliore assistente virtuale per il tuo business richiede una valutazione attenta delle necessità aziendali, della compatibilità tecnologica, della sicurezza dei dati e della scalabilità. Investire nell’assistente giusto può migliorare significativamente l’efficienza operativa, offrire una migliore esperienza ai clienti e dare alla tua azienda un vantaggio competitivo sul mercato. Il futuro degli assistenti virtuali Il futuro degli assistenti virtuali appare estremamente promettente. Infatti, l’assistente virtuale è un tipo di tecnologia che crescerà a pari passo con l’evoluzione dell’intelligenza artificiale. Man mano che gli scienziati lavoreranno all’AI rendendola sempre più complessa ed efficiente, gli assistenti virtuali diventeranno ancora più capaci di comprendere e rispondere a comandi complessi, interagendo in modo sempre più naturale con gli utenti. Le tecnologie emergenti, come il machine learning avanzato, la comprensione del linguaggio naturale e la capacità di elaborazione in tempo

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Customer care AI

Customer Care: ecco perchè non può fare a meno dell’AI

Il customer care aziendale è in continua evoluzione grazie all’introduzione di tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale (AI). L’integrazione dell’AI nei sistemi di customer care non solo ne migliora l’efficienza, ma rivoluziona anche il modo in cui le aziende interagiscono con i clienti. Le “magie” che l’intelligenza artificiale può fare hanno dato vita ad un nuovo strumento che non puoi ignorare se vuoi una perfetta assistenza clienti. Si tratta dell’assistente virtuale, un software basato sull’ intelligenza artificiale. L’assistente virtuale è progettato per eseguire compiti e fornire assistenza agli utenti attraverso interazioni che mimano in maniera impeccabile la comunicazione tra esseri umani. Questi assistenti ti possono aiutare con una vasta gamma di attività, come rispondere a domande, programmare appuntamenti, gestire e-mail e molto altro. Gli assistenti virtuali utilizzano tecniche avanzate di elaborazione del linguaggio naturale per comprendere e rispondere alle richieste degli utenti in modo naturale e intuitivo. L’intelligenza artificiale ha la capacità di automatizzare le risposte, adattare le interazioni alle esigenze dei singoli utenti, analizzare informazioni e migliorare l’intera esperienza del cliente. Utilizzando chatbot, voicebot, analisi del linguaggio naturale e personalizzazione dell’interazione con il cliente, le aziende possono garantire un servizio più veloce, efficiente e personalizzato.  Come Integrare l’AI nei servizi di Customer Care Per integrare efficacemente l’AI nei servizi di customer care, la selezione del giusto software di intelligenza artificiale è cruciale. Dovrai valutare diversi fattori, tra cui la compatibilità con i sistemi esistenti, la facilità d’uso e le funzionalità specifiche offerte dal software. È fondamentale optare per soluzioni che permettano una personalizzazione delle risposte e un’analisi approfondita delle interazioni con i clienti. Un altro elemento chiave per il successo dell’integrazione dell’AI è la formazione degli addetti al customer care. Il personale deve essere adeguatamente preparato per utilizzare le nuove tecnologie e per interagire efficacemente con i sistemi AI. Una formazione efficace includerà sia aspetti tecnici, sia competenze relazionali per garantire che il servizio offerto rimanga umano e personalizzato. Inoltre, sarà essenziale monitorare costantemente le prestazioni dei sistemi AI per assicurare che essi operino al massimo delle loro capacità. Le aziende devono implementare metriche di performance chiare, analizzare i dati raccolti e utilizzare queste informazioni per apportare miglioramenti continui. Questo processo include l’aggiornamento regolare del software e la revisione delle strategie di customer care basate sui feedback dei clienti. Cos’è un Assistente Virtuale? Avrai certamente sentito termini “bot” e “IA conversazionale” usati in modo intercambiabile, come se si riferissero sempre e comunque allo stesso tipo di programma. In realtà, queste due tecnologie non sono sempre state sovrapponibili. I primi chatbot, infatti, sono stati messi a punto ancor prima che l’intelligenza artificiale prendesse piede. Poi, qualcosa è cambiato. Come funziona un chatbot? Prima dell’avvento dell’intelligenza artificiale, i bot erano sono sostanzialmente interfacce testuali che operavano seguendo una logica predefinita basata su regole preimpostate per eseguire azioni specifiche. Gli assistenti virtuali, Invece, non dipendono da una struttura rigida, ma sfruttano tecnologie come NLP, apprendimento automatico e contestualizzazione per offrire un’esperienza utente più dinamica e scalabile. Si può parlare in questo caso di chatbot AI, ovvero di chatbot che si basano non più su regole rigide, come in passato, ma sull’intelligenza artificiale. Gli assistenti virtuali o chatbot AI, attingono a una vasta gamma di input, inclusi siti web, database e API, per nutrire il loro sistema. Al contrario, i vecchi chatbot richiedono un costante impegno e manutenzione tramite input testuali per rimanere efficaci e aggiornati. Le piattaforme di intelligenza artificiale conversazionale traggono vantaggio dalla loro flessibilità, che permette di adattarsi alle interazioni fluide degli utenti. Per esempio, se un utente cambia argomento durante la conversazione, l’intelligenza artificiale conversazionale può adattarsi alla variazione e fornire una risposta sensata e tempestiva. Al contrario, un chatbot è limitato all’interno del suo flusso di conversazione predefinito e non ha la capacità di cambiare argomento. Le sue regole statiche limitano la sua capacità di generare output al di fuori di ciò che è stato inserito manualmente nel suo sistema. A cosa serve un voicebot? C’è un’altra distinzione importante da fare, quella tra assistente virtuale e le prime forme di voicebot, quelle rilasciate prima dell’AI. Infatti, inizialmente i voicebot facevano affidamento a database simili a quelli dei vecchi chatbot. Tra loro la differenza era solo il canale di comunicazione: i voicebot interagiscono, infatti, tramite input vocale. Gli utenti parlano al voicebot, che utilizza il riconoscimento vocale per interpretare e rispondere alle richieste in modo naturale. Anche i voicebot, come i chatbot, hanno poi iniziato a servirsi dell’intelligenza artificiale. Insomma, potremmo dire che l’assistente virtuale è un sistema che solitamente include chatbot e voicebot, ma che ne è al contempo l’evoluzione. Un assistente virtuale non solo “parla la lingua” degli utenti, ma la ascolta, la legge e la scrive. Soprattutto, un assistente virtuale pensa come l’utente, facendo passaggi complessi e riuscendo a cogliere tone of voice e sfumature delle richieste. Entrambe le tecnologie di chatbot AI e voicebot AI migliorano l’efficienza e l’accessibilità del servizio clienti, ma la scelta tra l’uno e l’altra dipende dal contesto di utilizzo e dalle preferenze dell’utente. Un Servizio Clienti Moderno ed Efficiente Insomma, abbiamo visto come l’integrazione dell’AI nel customer care aziendale rappresenta un passo avanti verso un servizio clienti moderno ed efficiente. Grazie ai chatbot e ai voicebot AI, la tua azienda potrà offrire un’assistenza più rapida, personalizzata e proattiva, migliorando così la soddisfazione e la fidelizzazione dei clienti. La verità è che ormai scegliere non è più un’opzione. Non si può piu fare a meno di questi stumenti. Perchè i tuoi clienti non solo ne hanno bisogno e li preferiscono, ma perchè se li aspettano! Possiamo dire, senza ombra di dubbio, che, per il cliente, entrare sul sito di un’azienda e non trovare un chatbot rappresenta una delusione e un vero e proprio danno all’immagine del brand. E non dimentichiamo i benefici pratici: l’automazione delle risposte e l’analisi dei dati migliorano l’efficienza operativa e consentono di offrire un servizio clienti più reattivo e personalizzato. Un assistente virtuale riduce i tempi di attesa e permette una gestione più efficace delle richieste, migliorando l’esperienza complessiva del

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WhatsApp Customer Care

Perchè WhatsApp è indispensabile per il Customer care?

Come mandi il maggior numero di comunicazioni brevi durante il giorno? Qual è quell’applicazione che, nella vita lavorativa e nella vita privata, ti permette di contattare le persone nella tua rubrica? E ti garantisce di poterlo fare in qualunque momento della giornata, tramite conversazioni criptate e risposte immediate? Esatto, si tratta di WhatsApp! La più celebre applicazione di messaggistica, con la sua inconfondibile icona verde, accompagna ormai le giornate di tutti. Anche dei tuoi clienti. E quando vogliono contattarti, ormai si aspettano di poterlo fare con tutti i mezzi disponibili nella comunicazione quotidiana, WhatsApp compreso. Non a caso, l’omnicanalità è la caratteristica che in un contact center dà un’ottima prima impressione al cliente. Il fatto che il tuo cliente possa contattarvi tramite multipli canali dà un chiaro messaggio riguardo alla tua azienda: mostra un’organizzazione che fa in modo di esserci in tutti i modi possibili. Al contrario, un’azienda che trascura il Customer Care rischia di perdere la fiducia e la fedeltà dei propri clienti. Non restare al passo coi tempi può creare nel processo esperienze negative. Il cliente può trovarsi di fronte a tempi di attesa prolungati, code senza fine, risposte lente e macchinosità del processo di messa in contatto con il fornitore. Questo, a sua volta, può portarti alla perdita di clienti, che potrebbero decidere di rivolgersi a concorrenti che offrono un servizio migliore e più affine alle loro necessità. E poi siamo nell’era delle recensioni, non dimentichiamolo. Le esperienze negative dei clienti con l’assistenza possono essere condivise su piattaforme di recensioni online o sui social media, in gruppi privati. Il passaparola può davvero creare danni quando a essere condivisi sono feed-back negativi. In questo modo la tua azienda rischia di perdere importanti opportunità di vendita. Non parliamo poi di quanto costa avere un’assistenza clienti obsoleta: costi operativi più elevati, più tempo e risorse necessarie per risolvere i problemi dei fruitori. Per mitigare questi rischi, è importante che le aziende investano nella modernizzazione e nell’ottimizzazione dei loro servizi di assistenza clienti, utilizzando tecnologie e strumenti appropriati. Digitalizzazione del Customer Care Il Customer Care orientato alla omnicanalità è ormai una realtà consolidata. Molti di questi canali sono ormai canali digitali.  Sempre più clienti richiedono alle aziende di poter comunicare con loro tramite e-mail, chat, messaggi istantanei e canali social, tra questi quello più in voga al momento è proprio WhatsApp. Ma perché digitalizzare il Customer Care è così importante? I motivi sono davvero tanti, ma scegliamo di vederne da vicino almeno i più importanti! È per questi motivi che sempre più aziende stanno orientando la propria comunicazione verso il Customer Service Omnicanale. Contact Center Omnicanale Insomma, un Contact Center Omnicanale rappresenta un’evoluzione del tradizionale call center in direzione della rivoluzione digitale. In un Contact center di questo tipo si integrano i canali digitali per offrire un’esperienza utente più completa e soddisfacente. Questo significa che i clienti possono comunicare con l’azienda attraverso diversi canali, come chat, e-mail, social media e telefono, e ricevere assistenza in qualsiasi momento, spesso anche di notte. Una delle principali caratteristiche di un contact center multicanale è la possibilità di offrire un customer journey ininterrotto, che permette ai clienti di passare da un canale digitale testuale, come un messaggio istantaneo su Facebook, a un canale voce con un operatore senza soluzione di continuità. Ciò non solo migliora l’esperienza utente, ma permette anche di risparmiare tempo e denaro. Infatti, molte delle query di routine possono essere risolte direttamente online con risposte automatizzate o tramite servizi self-service. Una marcia in più… Inoltre, i canali digitali possono essere utilizzati per offrire servizi aggiuntivi, come conferme di prenotazione, remainder personalizzati o l’invio di documentazione direttamente durante il contatto, migliorando ulteriormente l’esperienza del cliente. La digitalizzazione dei canali permette alle aziende che offrono servizi di Contact Center di risparmiare tempo e risorse rispetto ai sistemi tradizionali. Ne consegue l’espansione dell’offerta di canali di assistenza disponibili nel corso del tempo, restando sempre al passo con i nuovi servizi di comunicazione. Inoltre, la gestione dei dati relativi alla Customer Experience diventa più semplice e apre la strada a nuove opportunità di business. Ma il bonus più importante è avere un cliente più sereno. Quando i canali digitali vengono integrati nella customer journey di un cliente, la risposta ad alcuni semplici quesiti diventa di fatto immediata. Il fatto che esistano più modalità di contatto non significa necessariamente che si debba rispondere a tutte le domande del cliente tramite tutti questi canali, ma significa poter smistare una serie di domande in maniera rapida, dando una prima assistenza tramite canali digitali che rispondono velocemente per permettere una maggiore efficienza operativa. Attraverso i canali digitali, è anche possibile indirizzare gli utenti verso risorse online, come FAQ o pagine dedicate, che rispondano rapidamente alle loro domande. In questo modo, eviterete chiamate inutili e offrirete un servizio migliore ai vostri clienti. È importante ricordare che spesso le persone non hanno alcuna intenzione di parlare con un operatore. Il loro obiettivo è semplicemente risolvere il loro problema nel minor tempo possibile. Whatsapp per il Customer Care L’evoluzione delle tecnologie e l’adozione diffusa di dispositivi mobili hanno reso i canali digitali, come WhatsApp, una parte essenziale della strategia di Customer Care. WhatsApp è diventato ormai un canale di assistenza clienti sempre più popolare. Questa applicazione ha importanti funzionalità ed innumerevoli vantaggi nel suo uso. Vediamone alcuni: Insomma, WhatsApp per il Customer Care consente alle aziende di comunicare con i clienti in modo rapido, efficiente e personalizzato, migliorandone l’esperienza e aumentandone la soddisfazione. Integrazione alla tua piattaforma per Customer care Grazie alla nostra piattaforma COMsy, tantissime aziende gestiscono i loro processi di Customer Care tramite un contact center avanzato e omnicanale. Gestire con COMsy tutte le informazioni dei clienti, provenienti dai diversi canali di contatto, in un unico sistema centrale garantisce un’elevata Customer Experience. Abbiamo inserito tra i canali di contatto disponibili anche l’app di messaggistica più famosa e diffusa al mondo: WhatsApp! Non attendere oltre e chiedici una demo!

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Cartelli che indicano cosa serve a un'azienda che cerca la software house perfetta

Software house perfetta? Ecco i 5 consigli d’oro per sceglierla

C’è un modo efficace per non sbagliare quando ci si affida ad una software house? Diciamocelo, non piace a nessuno accontentarsi. Dover incastrare le proprie necessità all’interno di strumenti standard che non assecondano fino in fondo le proprie esigenze è frustrante, e anche controproducente. Nella gestione d’azienda può accadere che nessuna soluzione preconfezionata permetta di gestire al meglio i flussi lavorativi. Perché, lo sai bene, le tue necessità non possono essere le stesse di altri mille. Il tuo business è unico e ha bisogno di uno strumento altrettanto unico, che aderisca alle sue esigenze. È così che decidi di affidarti a una software house che possa provvedere a progettare e sviluppare per la tua azienda una soluzione digitale che si dimostri perfetta, l’abito cucito da mani esperte per il tuo business. Ma non sai come scegliere il fornitore. Quali sono gli aspetti da considerare? Quali sono le caratteristiche che l’azienda informatica deve avere per farti dire: «sì, è quella giusta!»? In questo articolo ti sveliamo i 5 criteri da adottare subito se non vuoi sbagliare quando scegli la tua software house di fiducia. 1.Considera l’esperienza e le competenze tecniche La valutazione dell’esperienza della software house nel suo settore e della sua competenza tecnica è di fondamentale importanza. Un team con una lunga storia e un track record di successi ti dà una maggiore sicurezza nell’affidargli i tuoi progetti. È essenziale esaminare i progetti precedenti e accertarsi che l’esperienza della software house sia in linea con le tue esigenze specifiche. Il primo passo consiste nella ricerca dell’esperienza dell’azienda in attività analoghe a quelle di tuo interesse. Una metodologia efficace per valutare l’esperienza di un’azienda in un determinato settore è esaminare il suo sito internet e le sezioni dedicate ai suoi partner, al blog, e alle recensioni dei clienti. È importante comprendere i tipi di progetti a cui l’azienda ha lavorato in passato. Queste informazioni consentono di valutare: Quindi, ricordati di: 2. Valuta la competenza e la professionalità del personale L’attività di sviluppo del software richiede un elevato livello di competenza e specializzazione. Pertanto, è fondamentale anche comprendere chi si occuperà delle varie fasi della produzione del software. Affidarsi ad un team composto da risorse in cui la formazione accademica si fonde strategicamente con una consolidata esperienza nel campo è la mossa da preferire. Diffida di chi non possiede competenze informatiche e si improvvisa programmatore, oppure, di chi, seppur con un solido percorso di studi alle spalle, non si è mai concretamente cimentato nella programmazione. 3. Chiedi dettagli sul loro processo di sviluppo Ti consigliamo vivamente di porre attenzione ai dettagli del processo di sviluppo e alle metodologie adottate dalla software house. Per quanto riguarda il supporto post-implementazione e la manutenzione, esamina attentamente l’impegno della software house in questo ambito. Ti meriti un fornitore di alta qualità, che non offra solo assistenza continua, ma anche aggiornamenti e manutenzione regolare. Chiedi referenze su progetti passati, soprattutto quelli in cui l’azienda ha fornito supporto post-implementazione. Solo così potrai avere un’idea chiara della loro affidabilità. Un fornitore serio non solo si impegna a risolvere eventuali problematiche, ma offre anche servizi di manutenzione e aggiornamenti per mantenere il software allineato alle esigenze mutevoli della tua azienda. Un solido supporto post-implementazione non solo contribuirà alla stabilità del software, ma dimostrerà anche l’impegno del fornitore a garantire la tua soddisfazione a lungo termine. Inoltre, assicurati che la software house abbia una struttura organizzativa ben definita per gestire le richieste di assistenza e offra contratti di manutenzione chiari, specificando i servizi inclusi e le relative tariffe. Scegli di collaborare solo con un partner che che si impegni a sostenere il tuo prodotto per l’intero suo ciclo di vita. Il successo del tuo progetto dipende anche dalla costanza del tuo fornitore. 4. Assicurati che la sua comunicazione sia trasparente Quando cerchi una software house, tieni presente quanto è importante la comunicazione efficace. Assicurati che i tuoi partner abbiano una comunicazione chiara e che comprendano davvero la tua azienda, i tuoi obiettivi e le tue esigenze. Scegliere un’azienda sul tuo territorio può agevolare molto la collaborazione, riducendo il gap culturale. Assicurati di dedicare tempo a interagire con i referenti del tuo possibile fornitore. È fondamentale che tu possa comunicare apertamente le tue esigenze. Problemi di comunicazione nelle fasi iniziali potrebbero causare complicazioni durante lo sviluppo. Non puoi rischiare di affidarti a qualcuno con cui rischi incomprensioni. Quindi, oltre a cercare un’azienda competente, è altrettanto importante scegliere persone che siano comunicative e disponibili al dialogo e, soprattutto. all’ascolto. Guardare il sito internet dell’azienda può darti un’idea iniziale delle doti comunicative del tuo interlocutore. I servizi offerti sono spiegati chiaramente? C’è trasparenza? È possibile individuare facilmente un canale di comunicazione con un consulente? Un altro aspetto da valutare è la presenza di un blog aziendale. Non è importante solo che il blog ci sia, ma anche che veicoli informazioni chiare e utili ai lettori. Fai attenzione a quali sono gli argomenti più trattati: la comunicazione è chiara o il linguaggio utilizzato è molto tecnico e poco comprensibile? 5. Leggi le recensioni, non sottovalutare la reputazione dell’azienda Cerca recensioni e testimonianze da parte di clienti precedenti. Le recensioni sono delle UGC ( User generated content) quindi hanno un valore e un peso anche più grande delle parole condivise dall’azienda stessa, perché sono scritte da clienti come te, che non hanno alcun interesse nel pubblicizzare i prodotti e i servizi del tuo fornitore. Per leggere le recensioni dovrai recarti sul sito dell’azienda, canale ufficiale dove di solito vengono pubblicate. Anche chiedere referenze specifiche su progetti passati rappresenta un modo efficace per valutare l’affidabilità di una software house nel fornire uno sviluppo impeccabile e un perfetto supporto post-implementazione. Parla con clienti precedenti per ottenere informazioni sulla tempestività delle risposte, la qualità delle soluzioni fornite e la capacità del team di adattarsi alle nuove esigenze. Anche se la fiducia rappresenta probabilmente il parametro più difficile da valutare oggettivamente, questi elementi possono aiutarti a misurare la tua nei confronti del tuo possibile fornitore. Inoltre, durante l’interazione, è

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Il VoiceBot e i 5 Segreti per Una Perfetta Customer Care

Prima di sceglierti per i tuoi servizi, i tuoi potenziali clienti fanno molta attenzione a come si colloca la tua azienda in quanto a qualità di servizio clienti. La Customer Care aziendale deve essere efficiente, rapida e al passo coi tempi. Gli esempi di tipologie di Customer Care applicabili sono molti, ed è importante considerare che una possibile integrazione tra le varie soluzioni spesso risulta la scelta ottimale. Ma la gestione simultanea di queste modalità, per nulla semplice, è necessario che sia impeccabile. Può sembrare assurdo, ma spesso il cliente, anche delle più grandi aziende, resta confuso quando ha bisogno di assistenza. Non è un caso, infatti, che il web pulluli di domande del tipo «come contattare l’assistenza» per tale o tal altro servizio o «come parlare in chat con un operatore» per risolvere il proprio problema. Il tenore di tali ricerche ci fornisce un’informazione molto importante: il cliente desidera un servizio diretto, rapido, efficace e che non lasci nessuna domanda senza un’adeguata risposta. Soluzioni di contatto Omnicanale: le tecnologie disponibili oggi Ma come fornire un servizio così prestante? I clienti sono numerosi, di fasce d’età e con competenze digitali diverse, hanno a disposizione sempre meno tempo a causa dei ritmi frenetici, sono quindi sempre più di fretta e meno pazienti. Di conseguenza, le aziende devono trovare nuovi modi per gestire il volume di richieste da parte di questa clientela tanto esigente.  La tecnologia odierna offre fortunatamente come soluzione gli operatori virtuali, anche noti come assistenti virtuali. Sono software progettati per interagire con i clienti e fornire supporto attraverso canali digitali come siti web, telefono e chat. Ci sono diversi tipi di operatori virtuali, ognuno dei quali ha vantaggi specifici: A prescindere dalla loro base di conoscenza, gli operatori virtuali possono essere anche distinti in: Il VoiceBot: la tecnologia Text to Speech e Speech to Text al servizio del cliente Il VoiceBot fa parte delle possibilità innovative che un moderno Contact Center può offrire per migliorare la Customer Experience. Si tratta di un software capace di gestire una conversazione vocale ed è basato su sistemi di intelligenza artificiale e di machine learning. Il VoiceBot è in grado di dialogare con gli utenti attraverso la voce e, tramite l’intelligenza artificiale, è in grado di raccogliere le informazioni necessarie per fornire una risposta personalizzata a ciascun cliente che chiama.  Un VoiceBot agisce in tre distinte fasi: Come funziona un VoiceBot? Un VoiceBot è progettato per prendere in carico le richieste dei clienti. Gli assistenti virtuali sono in grado di automatizzare le risposte alle domande che vengono poste di frequente e gestire le attività in cui non vi è un reale bisogno di interazione con un operatore umano. Inoltre, può fungere da filtro per tutte le chiamate che arrivano alla Customer Care. Alcune sarà in grado, appunto, di gestirle autonomamente, altre, più complesse, verranno girate agli operatori umani. Ciò permette anche di eliminare completamente la tradizionale navigazione IVR che si serve di menu e gestione dei tasti. Un VoiceBot può essere utilizzato anche in modalità proattiva per raggiungere i clienti ricordandogli delle scadenze, degli appuntamenti o delle offerte personalizzate, oppure con l’obiettivo di raccogliere un feedback, chiedendo riscontro per un servizio erogato in precedenza. Quali sono i vantaggi nell’utilizzo di un VoiceBot? Non importa quale sia il settore della tua azienda, se scegli di servirti di questo strumento, l’utilizzo dei VoiceBot apporta dei vantaggi che possono rendere perfetto il tuo servizio clienti. In sintesi, gli operatori virtuali sono una risorsa preziosa per le aziende che desiderano migliorare l’esperienza del cliente e ridurre i costi del servizio clienti. Sono disponibili in diverse forme e possono essere personalizzati per soddisfare le esigenze specifiche di un’azienda. Il Voicebot, in particolare, è una soluzione molto allettante perché utilizza la tecnologia di elaborazione del linguaggio naturale per offrire un servizio di Customer Care con assistenza dal vivo. La combo “intelligenza artificiale e VoiceBot” in una unica piattaforma: COMsy L’ applicazione Contact Center di COMsy utilizza la tipologia di operatori virtuali più avanzata che si basa sull’intelligenza artificiale. Questo permette al Contact center di rispondere in maniera pertinente, efficace e fluida a qualsiasi domanda posta dai vostri clienti. Nello specifico, come AI (Artificial Intelligence) la piattattaforma COMsy utilizza GPT-3 (Generative Pre-trained Transformer 3), un modello di linguaggio di ultima generazione sviluppato da OpenAI e rilasciato nel 2020. È il modello di linguaggio più grande ad oggi, con 175 miliardi di parametri, ed è stato addestrato su un vasto corpus di dati testuali, che lo rendono capace di eseguire una vasta gamma di compiti di elaborazione del linguaggio naturale, tra cui la traduzione, la sintesi e la generazione di testo simile a quello umano. GPT-3 utilizza un’architettura di rete neurale basata su Transformer, simile a quelle utilizzate in altri modelli di linguaggio come BERT e GPT-2, ma con un numero di parametri e di risorse di calcolo significativamente maggiori. Questo gli consente di generare testo di alta qualità in una vasta gamma di contesti e di applicazioni. In COMsy opera un ChatBot che si serve di questa intelligenza artificiale di avanguardia. Tale ChatBot può lavorare in autonomia, ma anche sfociare, quando necessario, in una live chat con un operatore umano, per fornire un supporto completo ed empatico quando la circostanza lo richiede. Inoltre, utilizzando l’ASR e il Text To Speech, COMsy mette a disposizione anche la tecnologia VoiceBot, che trasforma le risposte generate dall’AI in messaggi audio, e garantisce in questo modo un’alternativa al ChatBot. Un’opzione fruibile da un bacino d’utenza più ampio, che abbraccia anche la clientela non avvezza alla messaggistica istantanea. La tecnologia VoiceBot è però molto richiesta anche per impieghi in Outbound, ossia per effettuare delle chiamate. In questo caso il sistema distribuisce agli operatori virtuali i dati circa le chiamate da fare e, dopo aver contattato il cliente, i VoiceBot gli forniscono il messaggio che gli è stato indicato di comunicare. Questa tecnologia può essere usata in Outbound sia per valutare la Customer Satisfaction tramite dei sondaggi, sia per allarmare il cliente in caso di

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Cloud e On Premise: due mondi a confronto

Era il 1970 quando apparve per la prima volta sul mercato il floppy disk, un piccolo oggetto quadrato si faceva custode delle nostre più preziose informazioni. Passati solo 9 anni, Sony e Philips presentarono il primo cd ad un pubblico altamente selezionato. E così si sono susseguiti i DVD e le chiavette USB che hanno spopolato durante gli anni ’90 fino ad arrivare ai giorni nostri, tempo in cui si è affermato il Cloud. Oggi, accediamo ai nostri dati quando e dove vogliamo attraverso qualsiasi dispositivo (pc, tablet, smartphone). Cosa è cambiato rispetto al passato? Le persone e le aziende hanno cambiato approccio: dal fisico, materiale e tangibile all’etereo, immateriale, intangibile. Alla “proprietà” si predilige l’”affitto” di risorse nei modi e tempi necessari. Tutto questo, nell’ambito Contact Center, si traduce in una doverosa scelta: Cloud o On Premise?   Cos’è il CLOUD? Il termine “Cloud” letteralmente significa “nuvola” e fa generalmente riferimento ad uno spazio personale in cui è possibile archiviare e gestire (aggiungere/modificare/eliminare) dati ed informazioni, sempre e dovunque, semplicemente sfruttando una connessione internet. E’ bene precisare che una tale definizione esprime al meglio il concetto di Cloud storage, ma quando parliamo di Cloud è possibile fare riferimento anche al Cloud computing ed è proprio su questa seconda accezione su cui dobbiamo focalizzarci. In questo secondo caso andiamo oltre il semplice concetto di archiviazione: si tratta di aziende provider (tra le più note Amazon con AWS; Microsoft con Microsoft Azure; Google con Google Cloud Platform) che “affittano” ai richiedenti una rete di servizi di diversa natura: Infrastructure-as-a-Service (IaaS), Platform-as-a-Service (PaaS) Software-as-a-Service (SaaS) Cos’è l’ON PREMISE? Il termine “On Premise” letteralmente significa “in loco” e fa generalmente riferimento alla fornitura di software installati fisicamente su computer e server dell’azienda che ne usufruisce. Un classico esempio di software On Premise è il noto Microsoft office, presente su ognuno dei nostri pc.  Un software On Premise viene installato su una specifica macchina e per poterlo utilizzare è necessario disporre esattamente di quella macchina, non di una qualsiasi equivalente. I principali fattori che influenzano la scelta Cloud/On Premise I principali fattori che possono influenzare la scelta Cloud/On Premise sono: La maturità dell’azienda La politica interna sulla gestione dei dati Vincoli infrastrutturali (es. presenza di sistemi legacy) Il livello di informatizzazione Perché oggi le aziende preferiscono il cloud? Se fino a qualche tempo fa le aziende preferivano avere “tutto in casa”, è invece al Cloud che si guarda oggi con maggior interesse, al punto da diventare la scelta prediletta dalla maggioranza. Il perché di questa inversione di rotta è ben comprensibile se si pone l’attenzione su alcuni dei principali benefici offerti dal Cloud: Scalabilità: tipica delle soluzioni in Cloud che possono velocemente e spesso automaticamente scalare verso l’alto o il basso aggiungendo o togliendo risorse, in base alle specifiche necessità del momento. Nell’On-Premise la scalabilità è sempre possibile, ma richiede una pianificazione e gestione più complessa con tempi più lunghi e costi più elevati. Disponibilità: nel caso del Cloud, se una delle macchine “va giù”, ne abbiamo subito un’altra disponibile. La disponibilità è legata al concetto di uptime, ossia la quantità di tempo in cui un servizio è disponibile e operativo online. In genere dipende dal livello di servizio del service provider: Google, Amazon, Micrososft garantiscono un livello di servizio che sfiora il 100%. Su soluzioni On-Premise la disponibilità del servizio dipende dalle caratteristiche dell’hardware, del software, dalle relative configurazioni, dalle scelte infrastrutturali ed architetturali e soprattutto dalle competenze interne. Sicurezza: contro ogni pregiudizio, il livello di sicurezza offerta dal Cloud non ha nulla da invidiare all’On Premise. Dalla crittografia dei dati ai metodi di autenticazione degli utenti, ogni aspetto è curato al dettaglio per tutelare la sicurezza delle informazioni in azienda. Comsy Contact Center: scegli la modalità più giusta per te   Comsy Contact Center può essere erogato in modalità Cloud o On-Premise, a seconda delle esigenze del cliente. Il fatto che la maggioranza prediliga oggi il Cloud non vuol dire che l’On-Premise non sia comunque la modalità più adatta per alcune realtà aziendali. A tal riguardo, il Team di esperti Labitech studia nel dettaglio ogni specifica situazione per proporre la modalità più opportuna per ogni Cliente. E poi… A voi la scelta!

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La tecnologia ASR: la voce si trasforma in testo   

Per anni abbiamo sognato di poter restare comodamente sdraiati sul divano e, con un semplice comando vocale, vedere la luce spegnersi, la tv accendersi, le serrande abbassarsi e la nostra domestica “robotizzata” iniziare a pulire casa. Oggi, nell’era degli smart objects, tutto questo è decisamente reale e tangibile. Poter disporre di oggetti che “parlano la nostra lingua” ci permette di risparmiare ogni giorno tempo ed energie preziose. E se questo è vero per la nostra vita personale, lo è ancor di più per l’ambito lavorativo. La voce infatti è uno strumento dal potenziale elevatissimo che apporta grande valore aziendale se combinato con le tecnologie odierne. La tecnologia ASR che permette di trasformare contenuti audio in testo ne è un perfetto esempio. Negli ultimi tempi, tale tecnologia ha avuto un forte impulso evolutivo trovando applicazione non solo in contesti generici, ma anche settoriali come quello dei Contact Center. Approfondiamo insieme la tematica… Cos’è l’ASR? ASR è l’acronimo di Automatic Speech Recognition, una tecnologia in grado di riconoscere il linguaggio umano e trascrivere contenuti vocali di qualsiasi natura. Il processo, che permette di ottenere una trascrizione tramite tecnologia ASR, segue generalmente 4 fasi: Identificazione: si inizia con il rilevamento del segnale acustico proveniente da molteplici fonti (audio, video, telefonico o dal vivo) e l’estrazione delle features spettrali; Diarizzazione: si passa all’identificazione delle voci degli oratori e al raggruppamento degli interventi in segmenti distinti per singolo speaker; Decodificazione: è il cuore del processo in cui viene associato ad ogni segmento vocale un set di sillabe (fonemi) possibili e a ciascuna delle quali viene assegnato un punteggio; Ricalcolo: da ultimo, il computer secondo un algoritmo predefinito, seleziona i fonemi e le parole che più probabilmente compongono la frase che viene trascritta in un documento. Perché l’ASR è importante per le aziende? Il riconoscimento vocale automatico è una tecnologia che può apportare grandi benefici alle aziende in termini di efficienza operativa grazie all’automazione, con particolare riduzione di tempi e costi. La scelta della tecnologia di ASR necessita di un accurato studio del processo su cui si vuole intervenire al fine di optare per la soluzione più efficace ed efficiente per l’azienda. Se non si tengono preliminarmente in considerazione le specifiche esigenze aziendali, la resa dell’algoritmo di traduzione potrebbe essere scarsa, se non addirittura pessima. Le industry che utilizzano l’ASR L’ASR è una tecnologia alla portata di qualsiasi azienda, indipendente dal settore. Alcuni contesti di utilizzo sono: Sanitario, ad esempio per le trascrizioni mediche; Giuridico, ad esempio per le traduzioni giuridiche; Finanziario, ad esempio per verbali e resoconti. I benefici dell’ASR per un Contact Center La tecnologia ASR può apportare grande valore per i servizi di Contact Center, velocizzando la capacità di risposta degli operatori ed ottimizzando la qualità del servizio. In particolare, tramite la funzione di Speech Recognition è possibile creare servizi che interagiscano vocalmente con l’utente rendendo i dialoghi più semplici e naturali, anche in contesti in cui non è possibile utilizzare le mani e dove è necessario trasferire informazioni non numeriche (ad esempio chiedere il nome dell’utente o la via in cui si trova). L’unione di riconoscimento vocale, elaborazione del linguaggio naturale (NLP) e sintesi vocale, costituisce gli IVR conversazionali che permettono di coadiuvare o sostituire operatori umani in alcune casistiche operative. La nostra soluzione, Comsy Contact Center, permette l’utilizzo di funzionalità di ASR richiamandole nei servizi tramite l’editor visuale consentendo di realizzare voice bot customizzabili e di integrarli alle basi dati o ai web service aziendali con conseguente notevole beneficio per i clienti che ne fanno uso. 

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Text To Speech: dai voce alla tua macchina!

Oggi, ovunque siamo, le voci artificiali ci circondano. Durante la spesa al supermercato, mentre seguiamo un itinerario stradale in auto o quando giriamo per la stazione in attesa che venga annunciato il nostro treno, interagiamo giornalmente con voci sintetiche senza troppo interrogarci su chi ci sia “dietro”.   Siamo forse solo troppo distratti e di fretta per metterci a pensare che spesso il nostro interlocutore non è poi così “umano” o molto più semplicemente ci stiamo via via abituando al fatto che questo fenomeno sia parte della nostra quotidianità. In questo articolo approfondiremo il tema relativo alla sintesi vocale, con particolare riferimento al Text To Speech (TTS), evidenziandone l’importanza e l’utilità per una soluzione di Contact Center come la nostra. La tecnica di sintesi vocale o Text To Speech (TTS) Quando si parla di sintesi vocale si fa riferimento a quel processo attraverso il quale è possibile riprodurre artificialmente la voce umana tramite software o hardware. La sintesi vocale o Text To Speech (TTS) è pertanto un sistema che permette di convertire testo in voce. Dopo aver ricevuto in input il testo scritto, il sistema TTS provvede a trasformarlo in una rappresentazione linguistica e/o fonetica che è valorizzabile tramite altre informazioni di natura linguistica (ad esempio, informazioni su pause e intonazione). La qualità di un sintetizzatore vocale non dipende solo dalla somiglianza con la voce umana, ma anche dal suo grado di comprensibilità. Come funziona un tipico sistema di sintesi vocale In generale, due sono le parti che compongono un TTS: Front-end che si occupa della fase di “normalizzazione”, in cui gestisce ed elabora il testo convertendolo in simboli fonetici; Back-end che si occupa della fase di “conversione da testo a fonema”, in cui produce il suono vero e proprio e genera la voce. La biblioteca del TTS Quante volte ci è capitato di sentire il nostro navigatore pronunciare in modo buffo una località che avevamo impostato come destinazione? Forse anche a distanza di tempo, episodi come questo ci tornano in mente facendoci sorridere ancora. Ma perché questo accade? Ciò si verifica perché un TTS ha bisogno di essere istruito su come una parola debba essere pronunciata, sul tipo di tono da utilizzare, sul modo in cui una sigla o un numero debbano essere letti e su molto altro. Per comprendere quanto siano importanti queste indicazioni, pensiamo a cosa succederebbe se il TTS non “sapesse” che l’arabo va letto da destra verso sinistra! Infine è bene precisare che, sebbene la riproduzione di messaggi preregistrati opportunamente concatenati (storica tecnica alternativa e precedente al TTS) sia utilizzabile nella maggior parte dei casi (compresa la riproduzione di numeri), il TTS è essenziale nei servizi che devono recitare contenuti variabili basati su un ampio insieme di valori possibili (ad esempio riproduzione di vie, nomi di città o nomi propri). Ambiti di applicazione Diversi sono i contesti in cui la sintesi vocale può essere utile: Assistenza: la possibilità di convertire un testo in voce contribuisce ad abbattere muri a favore di persone che soffrono di dislessia o hanno problemi di vista permettendogli di ascoltare i documenti scritti su un pc senza alcuna difficoltà; Trasporti: all’interno di stazioni e aeroporti le voci sintetiche facilitano la trasmissione delle comunicazioni ai viaggiatori;  Tempo libero: le voci artificiali vengono sfruttate ampiamente in questo campo, in particolare, nella produzione di videogiochi, manga e simili; Contact Center: nell’ambito dell’assistenza clienti, con le voci sintetizzate è possibile offrire un’esperienza vocale di alta qualità e maggiormente coinvolgente che farà percepire il servizio come più accogliente e “customizzato”. Il text to speech come funzionalità di Comsy Nell’elenco dei contesti applicativi del Text To Speech figura anche il Contact Center. Questa funzionalità è integrata nella nostra soluzione Comsy Contact Center e permette al Cliente di scegliere tra diversi provider di TTS, in base alle sue esigenze, mantenendo inalterata la qualità del servizio. Il TTS è molto utile in un Contact Center in quanto permette di utilizzare nei messaggi registrati una voce sintetica omogenea, incrementando il valore del servizio che risulta più fluido. Infine, per le comunicazioni informative basilari e standard, avere la possibilità di usufruire del TTS al posto di un operatore fisico comporta un considerevole abbattimento di costi aziendali a fronte di un medesimo risultato in termini di Customer Experience.

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Il canale video tra le risorse più preziose degli ultimi anni

Se dovessimo svolgere un’attività, ma non sapessimo davvero da dove cominciare, una delle prime cose che faremmo certamente è quella di aprire YouTube e digitare “Come realizzare…?”. Rapidamente, vedremo apparire una serie di contenuti rispondenti al nostro interrogativo, ciascuno dei quali può offrire un punto di vista interessante, utile a chiarire i nostri dubbi. Tutto questo per noi è oggi scontato, essendo ormai abituati a disporre di una tale tecnologia, ma non è sempre stato così. Pensiamo semplicemente al caso in cui il covid-19 si fosse abbattuto sulla nostra quotidianità qualche tempo prima, quando magari il canale video era forse solo nella mente di qualche informatico. Cosa sarebbe successo? È vero che le nostre vite sono state stravolte e appiattite dall’avvento imprevedibile del virus, ma la possibilità di sfruttare un canale virtuale che ci ha permesso di essere parte di una medesima società, unita alla ricerca di una “nuova normalità”, è stata per noi una fondamentale ancora di salvezza contro il totale isolamento e depressione. Le lezioni a scuola e all’università, seppur con qualche difficoltà, sono continuate anche a distanza e il lavoro nelle sedi fisiche è stato presto convertito in smart-working, con la possibilità di effettuare video-call giornaliere e formazione e-learning tramite innumerevoli piattaforme. La vita sociale è continuata grazie alle videochiamate, individuali o di gruppo, che ci hanno permesso, in modo alternativo, di condividere momenti semplici e importanti con i nostri amici e parenti, ma cosa ancor più significativa, di far sentire meno soli gli anziani, i “più isolati”, che hanno avuto la possibilità di vedere i loro cari, seppur attraverso uno schermo di separazione. Come è facile intuire, il canale video è ricco di potenzialità e può essere applicato in molteplici contesti. In un’ottica omnicanale, oggi, non può non essere inserito all’interno di un Contact Center, contribuendo a fornire un significativo apporto valoriale al servizio complessivamente offerto. Perché il canale video può essere davvero importante per un Contact Center? Scopriamolo insieme! I vantaggi del canale video in un Contact Center Il canale video permette al Contact Center di garantire un servizio di maggior qualità, più personale, diretto ed efficace per l’utente. In particolare, è possibile elencare una serie di vantaggi specifici: Permette all’utente di condividere con l’operatore in real-time la situazione in cui si trova: avendo davanti a sé il medesimo scenario dell’utente, l’operatore ha una percezione più concreta della problematica riscontrata e fornisce un servizio più puntuale e preciso; Agevola l’operatore nella risoluzione dei problemi: l’operatore più adatto a rispondere alle particolari esigenze del cliente riesce a risolvere la problematica, effettuando un intervento mirato ed evitando sprechi di tempo; Accorcia le distanze utente-operatore: il rapporto che si instaura tra cliente ed operatore è più diretto e personale e questo acquisisce una crescente importanza dato il grande valore che l’utente attribuisce all’elemento della “vicinanza”. Le funzionalità del canale video di Comsy In Comsy, la nostra soluzione di Contat Center, videochiamate e videoconferenze possono essere avviate dall’operatore o richieste dall’utente in modo facile e veloce.   Il canale video di Comsy presenta molteplici funzionalità: Videocall e Videoconference: nel primo caso i partecipanti sono solo due, nel secondo di più; Chat: si può utilizzare durante la videocall/videoconference per lo scambio di informazioni e dati tra utente ed operatore; Condivisione schermo: è possibile condividere lo schermo o un’applicazione durante la videocall/videoconference; Puntatore dal vivo: permette ad un utente in videocall/videoconference di indicare qualcosa che si trova sullo schermo, come un puntatore laser durante una lezione; Registrazione: analogamente a quanto accade per le telefonate, è possibile registrare una videocall/videoconference, che oltre all’audio consente di ottenere anche il video dei partecipanti; Condivisione file: è prevista una sezione per lo scambio di file durante la videocall/videoconference; uno spazio in cui tutti i partecipanti possono fare upload e download di file. Scheda bianca collaborativa (White board): è possibile condividere “un foglio bianco” sul quale tutti i partecipanti alla videocall/videoconference possono scrivere e disegnare. Un esempio concreto può essere utile per comprendere la rilevanza di questo canale in un contesto Contact Center. Ipotizziamo di aver bisogno di assistenza per avviare il nostro piano di risparmio online. Tramite la videochiamata, un operatore può visualizzare il nostro schermo grazie alla funzione della condivisione ed indicarci facilmente i vari punti da selezionare tramite l’utilizzo del puntatore dal vivo. Mediante la chat, possiamo condividere file rilevanti con l’operatore e qualora volessimo mettere a confronto le varie opzioni relative al piano di risparmio, l’operatore potrebbe utilizzare, come supporto per l’illustrazione, la scheda bianca collaborativa, come un foglio di carta su cui scrivere. Infine, potremmo chiedere la registrazione della videochiamata per poterla rivedere al bisogno, ad esempio, se volessimo dopo un mese cambiare il nostro piano autonomamente, senza la necessità di ricontattare il servizio clienti e ripetere nuovamente l’iter, con notevole risparmio di tempo per entrambe le parti. In conclusione… Il canale video è parte di quella rivoluzione digitale che ci consente oggi di essere virtualmente presenti in ogni luogo e momento, senza più limiti né confini. L’introduzione del canale video in Comsy mira ad offrire un servizio di elevata qualità, sempre più focalizzato sulle specifiche esigenze del mercato.

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