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Categoria: labitechAdmin

Sai davvero come proteggere il tuo business dal phishing?

È importante avere consapevolezza che i dati prodotti e custoditi nelle nostre aziende corrono enormi rischi a causa dei criminali che operano nella rete. Una truffa informatica può fare danni anche irreparabili al tuo business, rovinandone la reputazione, schiacciando la sua credibilità, strappando dalle tue mani i risultati di anni di lavoro e sacrifici. Tutto questo può accadere in una breve frazione di secondo, per la disattenzione anche del più preciso dei tuoi collaboratori, perché gli hacker sono scaltri, preparati, e studiano modalità precise per sfruttare la psicologia della vittima e arrivare al bersaglio. Il phishing è una pratica criminale molto più diffusa di quanto non si creda. Il nome deriva dal verbo to fish che, in inglese, indica la pratica della pesca. Tramite varie tecniche, che vanno dall’inoltro di e-mail “esca”, all’utilizzo di falsi moduli digitali per la raccolta di dati, sino alle truffe telefoniche, l’hacker cerca di far “abboccare all’amo” l’utente creando tecniche specifiche per colpire sia i più distratti, che i più attenti. La pratica esiste ormai da decenni, da quando la telefonia si è imposta come mezzo di comunicazione alla portata di tutti. Infatti, nella parola phishing, avrai notato, la lettera f del verbo to fish, pescare, è stata sostituita dal digramma ph. L’origine di questa ortografia è dibattuta dagli esperti, ma principalmente sono due le radici plausibili del termine. Phishing potrebbe derivare dall’unione della parola fishing (pesca) con il termine phony (falso, finto) o dall’unione del già menzionato verbo con il termine phreak – a sua volta da freak, strano, più phone, telefono – usato negli anni ’70 per riferirsi ai truffatori che per primi sfruttarono la rete telefonica come mezzo per i loro raggiri. Nel corso degli anni la pratica del phishing si è allargata a macchia d’olio, sfruttando di volta in volta le nuove declinazioni della comunicazione digitale: sms, posta elettronica, navigazione in rete. Più la tecnologia avanza, più siamo esposti a questo tipo di attacchi e quindi è fondamentale sensibilizzare tutti i collaboratori aziendali riguardo questo fenomeno al fine di non farsi cogliere impreparati, evitando di subire danni spesso irreparabili. Come funziona il phishing Come nello sport della pesca, anche nel campo delle truffe informatiche c’è un’ampia scelta dell’esca e delle tecniche per far abboccare la vittima all’amo. Il canale più sfruttato per il phishing è quello delle e-mail e dei messaggi di testo. Lo schema di questo genere di truffe è più o meno questo: la vittima riceve un’e-mail o un messaggio di testo nel quale il mittente sembra essere una persona o un’organizzazione per cui l’utente nutre fiducia, ad esempio un collega, una pubblica amministrazione o la propria banca. Nel corpo dell’e-mail il malcapitato o la malcapitata vengono invitati a scaricare file o compilare moduli. In genere le e-mail di phishing che vengono inoltrate a privati cittadini richiedono l’inserimento di dati personali come ad esempio dati anagrafici, documenti personali o codici bancari. Per ciò che riguarda invece le esche lanciate alle aziende, spesso si tratta di e-mail che contengono malware o ransomware che permettono al criminale di insinuarsi nel pc del dipendente destinatario del messaggio e di espandersi su tutte le macchine della tua azienda, rubando dati e bloccando le operazioni. Spesso dai criminali viene poi richiesto un riscatto in moneta non tracciabile, ad esempio bitcoin. Ma, attenzione, anche il pagamento di detto riscatto non garantisce che i dati perduti tornino al malcapitato imprenditore. Mesi o anni di lavoro possono essere cancellati da una disattenzione di un collaboratore con conseguenze devastanti sulla reputazione dell’azienda. I danni della pandemia Anche prima che la pandemia di SARS-CoV-2 colpisse, phishing, malware e ransomware erano i fattori di rischio maggiori per la sicurezza di piccole, medie e grandi imprese, ma i rapporti che Trend Micro e CLUSIT hanno rilasciato nel 2021 dimostrano quanto la crescita del lavoro da remoto abbia aumentato il rischio di successo degli aggressori, nonché la loro attività. Trend Micro nel 2021 dipingeva già uno scenario poco confortante circa la diffusione del fenomeno del phishing negli Stati Uniti: lo studio «How to Reduce the Risk of Phishing and Ransomware» individuava su un campione di 130 professionisti della sicurezza informatica impiegati in organizzazioni di medie e grandi dimensioni in Nord America, che l’84% delle aziende aveva subito un attacco di phishing, molti di questi finalizzati all’impianto di ransomware su sistemi informatici aziendali. La metà delle compagnie non era stata capace di difendersi da tali minacce. Secondo il report, solo il 37% dei professionisti aveva dichiarato di sentirsi adeguatamente preparato per seguire le best practice per proteggersi dagli attacchi. Al campione coinvolto nell’indagine era anche stato chiesto di segnalare quali fossero i problemi di sicurezza che ritenessero più preoccupanti. Il dato raccolto indicava come principali timori: i tentativi di phishing che arrivano nelle caselle di posta degli utenti, i click degli utenti su link di phishing o allegati, il furto di dati tramite ransomware. Il rapporto CLUSIT descrive la situazione globale della sicurezza informatica attraverso i dati del Security Operations Center (SOC) di FASTWEB e le segnalazioni di enti pubblici e privati ​​come la Polizia Postale e delle Comunicazioni, il CERT di Banca d’Italia, CNA Milano, Women For Security e diverse società di cybersecurity. Se osserviamo la situazione che tale rapporto fotografava nell’anno subito successivo allo scoppio della crisi pandemica, notiamo che in Italia nel primo semestre 2021 gli attacchi gravi con impatto critico o alto andavano a rappresentare il 74% del totale, mentre nel 2020 erano stati il 49% del campione. Un peggioramento non di poco conto considerando che, inoltre, numericamente la media mensile di attacchi gravi dal 2018 al 2021 era aumentata del 30%, da 124 a 170. 2023: Le aziende italiane sono sempre più a rischio Arriviamo al 2023, l’Italia è sempre più nel mirino degli hacker: Quest’anno ben il 7,6% degli attacchi globali ha interessato il nostro paese.Ce ne informa il Rapporto CLUSIT 2023, che aggiunge alle tristi notizie degli scorsi anni un carico ulteriore. Rispetto al già difficile 2021, gli attacchi nel nostro paese hanno avuto un’impennata.

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Non sai come gestire enormi volumi di PEC? Ecco la soluzione che ottimizzerà i tuoi processi aziendali

La Posta Elettronica Certificata è uno strumento di incontrovertibile efficacia che unisce la comodità e la rapidità dell’e-mail alla sicurezza e alla validità legale di una raccomandata. Tuttavia, quando un’azienda si trova a gestire grandi quantità di PEC, si possono generare alcuni inconvenienti che possono rallentare i processi di lavorazione. Uno dei tanti è il pericolo che i tempi di smistamento si allunghino perché gli operatori devono individuare manualmente fonte e argomento della posta per poterla orientare all’opportuno ufficio di competenza. Come si può immaginare, il rischio dell’errore umano è, in questi casi, molto alto e può comportare lo smarrimento e la mancata lavorazione di alcune PEC. È chiaro che un tale approccio rischia di creare un rallentamento del flusso operativo, inaccettabile per un’azienda di successo. Questi imperdonabili errori manageriali oltre a creare un enorme danno per l’azienda, che raccoglierà sul lungo termine le conseguenze di un workflow scarsamente efficiente, causeranno un danno pressocché immediato ai clienti finali, che resteranno delusi dalla mancanza di risultati tangibili immediati. Per salvare i flussi di lavorazione dal totale collasso, la più moderna tecnologia ha lanciato uno strumento digitale che permette una gestione puntuale e sicura della lavorazione delle PEC. La creazione di un PEC Manager parte da queste semplici, ma non banali domande: si può rendere automatizzabile il processo di identificazione del destinatario a cui inoltrare la posta? Si può aiutare l’operatore a identificare immediatamente i messaggi da lavorare? È possibile mostrare le tempistiche entro le quali ultimare la lavorazione per agevolare il lavoro di squadra e garantire determinati SLA? La buona notizia è che la risposta è sì. Se anche la tua azienda si pone queste domande, un PEC Manager può effettivamente essere la strategia giusta per salvare i tuoi processi produttivi, indirizzando i flussi di lavorazione in canali ben progettati, che portino con efficienza e fluidità, al raggiungimento della meta. Cos’è un PEC Manager? Il PEC Manager nasce per agevolare l’organizzazione aziendale, gestire simultaneamente più account PEC ed evolvere il proprio approccio alla posta elettronica certificata. L’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale permette di migliorare il servizio clienti sia delle Pubbliche Amministrazioni che delle aziende private. Nel mondo della Pubblica Amministrazione, la gestione della posta elettronica certificata è cardinale per l’organizzazione del lavoro quotidiano, e nelle medie e grandi imprese è l’unica strategia possibile per ottimizzare l’efficienza del flusso di lavoro. In entrambi i contesti l’analisi semantica e l’elaborazione del linguaggio naturale permettono al PEC Manager di riconoscere automaticamente e rapidamente la natura del testo e di identificare gli elementi tramite i quali il sistema può individuare l’oggetto della PEC, l’urgenza della richiesta e l’area di competenza della lavorazione. Uno dei preziosi vantaggi di questa tecnologia è la sua capacità di coniugare il lavoro umano con quello dell’Intelligenza Artificiale. Infatti, l’utilizzo di un PEC Manager consente di risparmiare l’80% del lavoro manuale dedicato ai processi di smistamento e attribuzione della posta certificata. Questa efficiente economia di tempo consente agli operatori umani di dedicarsi ad altre attività che meglio impiegano il loro talento e le loro energie, mentre l’AI si occupa di tutto il resto. Questa tecnologia è una risorsa per potenziare i workflow aziendali, senza in alcun modo stravolgerli. Un paragone calzante è quello con l’uso del registratore di cassa automatico negli esercizi commerciali. Nel passaggio dalla computazione manuale a quella automatica, il processo lavorativo è rimasto invariato, ma la procedura è ora estremamente più rapida, efficiente e a prova di errore. Insomma, il PEC Manager è un software specializzato che supporta le imprese e le Pubbliche Amministrazioni nella loro transizione digitale e permette la strutturazione di un ambiente lavorativo in cui i flussi produttivi sono migliorati dal digitale, senza esserne stravolti. Come scegliere il PEC Manager giusto per te? Un PEC Manager di qualità non si limita a smistare le PEC in entrata, ha anche numerose altre funzioni che riguardano la gestione delle PEC in uscita e la regolamentazione e il controllo dei flussi di posta elettronica certificata da parte degli amministratori. Le funzioni disponibili nei migliori PEC Manager ad oggi permettono: Se scendiamo più nel dettaglio, per descrivere al meglio le funzioni da esigere da un sistema di controllo PEC, è bene procedere per categoria: Il processo di gestione PEC in COMsy Platform Il processo di gestione di PEC in COMsy Platform rappresenta una soluzione completa per il processamento delle tue PEC, che include tutti i vantaggi illustrati poc’anzi. La funzione di smistatore di PEC dà la possibilità di analizzare in maniera automatica il contenuto dei messaggi così da poter assegnare la posta al reparto di competenza in maniera rapida, sicura e intelligente. Il processo di gestione PEC della piattaforma COMsy consente di effettuare ricerche full-text nel corpo e negli allegati delle PEC, applicare al flusso di gestione statistiche e monitoring che permettano all’incaricato del controllo dei processi di visualizzare quante mail certificate sono ancora da lavorare, in quanto tempo sono mediamente lavorate e quali sono i reparti in ritardo sul lavoro. Con COMsy Platform è possibile, inoltre, profilare gli utenti abilitati all’invio della PEC, ovvero indicare chi è autorizzato agli invii, e settare delle regole automatiche, non solo per lo smistamento delle e-mail certificate, ma anche per le due date relative alle loro lavorazioni, cosicché giungano all’operatore delle notifiche come remainder ed eventualmente delle segnalazioni alla direzione nel caso in cui la pratica venga gestita con un ritardo non tollerabile. Un’ altra funzione utilissima è la possibilità di estrarre report dei flussi di lavorazione delle PEC e, soprattutto, monitorare eventuali anomalie del processo. In conclusione, COMsy Platform, nel processo di gestione delle PEC, coniuga il suo efficace sistema di ticketing con l’ottimale gestione dei processi che, da sempre, contraddistingue la piattaforma.

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Il VoiceBot e i 5 Segreti per Una Perfetta Customer Care

Prima di sceglierti per i tuoi servizi, i tuoi potenziali clienti fanno molta attenzione a come si colloca la tua azienda in quanto a qualità di servizio clienti. La Customer Care aziendale deve essere efficiente, rapida e al passo coi tempi. Gli esempi di tipologie di Customer Care applicabili sono molti, ed è importante considerare che una possibile integrazione tra le varie soluzioni spesso risulta la scelta ottimale. Ma la gestione simultanea di queste modalità, per nulla semplice, è necessario che sia impeccabile. Può sembrare assurdo, ma spesso il cliente, anche delle più grandi aziende, resta confuso quando ha bisogno di assistenza. Non è un caso, infatti, che il web pulluli di domande del tipo «come contattare l’assistenza» per tale o tal altro servizio o «come parlare in chat con un operatore» per risolvere il proprio problema. Il tenore di tali ricerche ci fornisce un’informazione molto importante: il cliente desidera un servizio diretto, rapido, efficace e che non lasci nessuna domanda senza un’adeguata risposta. Soluzioni di contatto Omnicanale: le tecnologie disponibili oggi Ma come fornire un servizio così prestante? I clienti sono numerosi, di fasce d’età e con competenze digitali diverse, hanno a disposizione sempre meno tempo a causa dei ritmi frenetici, sono quindi sempre più di fretta e meno pazienti. Di conseguenza, le aziende devono trovare nuovi modi per gestire il volume di richieste da parte di questa clientela tanto esigente.  La tecnologia odierna offre fortunatamente come soluzione gli operatori virtuali, anche noti come assistenti virtuali. Sono software progettati per interagire con i clienti e fornire supporto attraverso canali digitali come siti web, telefono e chat. Ci sono diversi tipi di operatori virtuali, ognuno dei quali ha vantaggi specifici: A prescindere dalla loro base di conoscenza, gli operatori virtuali possono essere anche distinti in: Il VoiceBot: la tecnologia Text to Speech e Speech to Text al servizio del cliente Il VoiceBot fa parte delle possibilità innovative che un moderno Contact Center può offrire per migliorare la Customer Experience. Si tratta di un software capace di gestire una conversazione vocale ed è basato su sistemi di intelligenza artificiale e di machine learning. Il VoiceBot è in grado di dialogare con gli utenti attraverso la voce e, tramite l’intelligenza artificiale, è in grado di raccogliere le informazioni necessarie per fornire una risposta personalizzata a ciascun cliente che chiama.  Un VoiceBot agisce in tre distinte fasi: Come funziona un VoiceBot? Un VoiceBot è progettato per prendere in carico le richieste dei clienti. Gli assistenti virtuali sono in grado di automatizzare le risposte alle domande che vengono poste di frequente e gestire le attività in cui non vi è un reale bisogno di interazione con un operatore umano. Inoltre, può fungere da filtro per tutte le chiamate che arrivano alla Customer Care. Alcune sarà in grado, appunto, di gestirle autonomamente, altre, più complesse, verranno girate agli operatori umani. Ciò permette anche di eliminare completamente la tradizionale navigazione IVR che si serve di menu e gestione dei tasti. Un VoiceBot può essere utilizzato anche in modalità proattiva per raggiungere i clienti ricordandogli delle scadenze, degli appuntamenti o delle offerte personalizzate, oppure con l’obiettivo di raccogliere un feedback, chiedendo riscontro per un servizio erogato in precedenza. Quali sono i vantaggi nell’utilizzo di un VoiceBot? Non importa quale sia il settore della tua azienda, se scegli di servirti di questo strumento, l’utilizzo dei VoiceBot apporta dei vantaggi che possono rendere perfetto il tuo servizio clienti. In sintesi, gli operatori virtuali sono una risorsa preziosa per le aziende che desiderano migliorare l’esperienza del cliente e ridurre i costi del servizio clienti. Sono disponibili in diverse forme e possono essere personalizzati per soddisfare le esigenze specifiche di un’azienda. Il Voicebot, in particolare, è una soluzione molto allettante perché utilizza la tecnologia di elaborazione del linguaggio naturale per offrire un servizio di Customer Care con assistenza dal vivo. La combo “intelligenza artificiale e VoiceBot” in una unica piattaforma: COMsy L’ applicazione Contact Center di COMsy utilizza la tipologia di operatori virtuali più avanzata che si basa sull’intelligenza artificiale. Questo permette al Contact center di rispondere in maniera pertinente, efficace e fluida a qualsiasi domanda posta dai vostri clienti. Nello specifico, come AI (Artificial Intelligence) la piattattaforma COMsy utilizza GPT-3 (Generative Pre-trained Transformer 3), un modello di linguaggio di ultima generazione sviluppato da OpenAI e rilasciato nel 2020. È il modello di linguaggio più grande ad oggi, con 175 miliardi di parametri, ed è stato addestrato su un vasto corpus di dati testuali, che lo rendono capace di eseguire una vasta gamma di compiti di elaborazione del linguaggio naturale, tra cui la traduzione, la sintesi e la generazione di testo simile a quello umano. GPT-3 utilizza un’architettura di rete neurale basata su Transformer, simile a quelle utilizzate in altri modelli di linguaggio come BERT e GPT-2, ma con un numero di parametri e di risorse di calcolo significativamente maggiori. Questo gli consente di generare testo di alta qualità in una vasta gamma di contesti e di applicazioni. In COMsy opera un ChatBot che si serve di questa intelligenza artificiale di avanguardia. Tale ChatBot può lavorare in autonomia, ma anche sfociare, quando necessario, in una live chat con un operatore umano, per fornire un supporto completo ed empatico quando la circostanza lo richiede. Inoltre, utilizzando l’ASR e il Text To Speech, COMsy mette a disposizione anche la tecnologia VoiceBot, che trasforma le risposte generate dall’AI in messaggi audio, e garantisce in questo modo un’alternativa al ChatBot. Un’opzione fruibile da un bacino d’utenza più ampio, che abbraccia anche la clientela non avvezza alla messaggistica istantanea. La tecnologia VoiceBot è però molto richiesta anche per impieghi in Outbound, ossia per effettuare delle chiamate. In questo caso il sistema distribuisce agli operatori virtuali i dati circa le chiamate da fare e, dopo aver contattato il cliente, i VoiceBot gli forniscono il messaggio che gli è stato indicato di comunicare. Questa tecnologia può essere usata in Outbound sia per valutare la Customer Satisfaction tramite dei sondaggi, sia per allarmare il cliente in caso di

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Single Sign-On: passe-partout infallibile per accedere ai tuoi account   

È lunedì, sei in ufficio. Non sono ancora arrivati tutti, ma tu hai quella scadenza che ti perseguita da settimane e non c’è tempo da perdere.   Mentre gli altri sono ancora al bar a gustare una brioche fumante, tu, con la sola compagnia del tuo caffè, accedi al tuo pc. O meglio, ci provi. Perché dopo aver immesso le credenziali ciò che vedi è l’antipatica schermata: «Password errata». Ma com’è possibile? È quella! Deve essere quella! Poi ricordi che proprio venerdì scorso la precedente password era scaduta e avevi dovuto impostarne una nuova. Dopo dieci minuti fermo a fissare il pc con il vuoto totale in mente, hai un’illuminazione e finalmente sei dentro.   Adesso basterà loggarti nel tuo CRM. Vieni salutato da una finestra: «La password è scaduta. Sceglierne una nuova. La password deve contenere almeno 8 caratteri, almeno un carattere speciale e almeno un numero». Nel momento stesso in cui hai generato la tua nuova indecifrabile password l’ha già dimenticata, ma a questo penserai domani: l’importante è che anche stavolta sei dentro.   A questo punto, provi ad accedere alla mail e noti che il tuo collega ha svuotato la cache del browser: tutte le password salvate sono sparite e tu non ne ricordi neanche una. Lì ti arrendi, alzi il telefono e chiami il reparto IT implorando il loro aiuto. Ma, se ci fosse un’alternativa a perdere la pazienza e tempo prezioso dietro all’autenticazione a sistemi e siti indispensabili per il tuo lavoro? Se questo racconto ti suona familiare dovresti considerare il Single Sign-On (SSO).  Cos’è il SSO Il Single Sign-On (SSO) è un sistema di gestione di accesso che permette agli utenti di entrare in più account, software, sistemi e risorse utilizzando credenziali uniche. Per esempio, quando un impiegato inserisce le proprie credenziali per fare accesso alla propria postazione di lavoro, automaticamente si logga anche nelle proprie app, risorse e software in cloud.   Sostanzialmente, l’autenticazione con SSO si basa su una relazione di fiducia tra domini (siti web). SSO è un accordo di gestione federata delle identità (Federated Identity Management- FIM) che si riferisce specificamente alla gestione dell’accesso. La federazione delle identità permette un’interoperabilità che garantisce all’utente l’utilizzo di un singolo set di credenziali di login per fare accesso a multiple applicazioni e servizi.   Come funziona il SSO Il Single Sign On è attuato principalmente utilizzando i seguenti differenti protocolli, progettati per scopi diversi e utilizzati in contesti diversi:   Gestire gli accessi alle applicazioni con un solo set di credenziali è possibile anche integrandosi all’IdP tramite il protocollo LDAP. In questo caso però è più corretto parlare di Same Sign-On perché, sebbene si possa accedere a più tool con le medesime credenziali, queste devono essere re-inserite ogni volta che si accede a una differente applicazione. Questa metodologia di accesso è sempre meno utilizzata perché prevede che, per validarsi, l’utente inserisca le credenziali in un form presentato dall’applicazione che poi dialoga con l’Identity Provider, questo include pertanto le applicazioni all’interno del perimetro di gestione dell’identità riducendo la sicurezza.  A differenza di LDAP i protocolli OAuth e SAML assicurano che le credenziali dell’utente non siano condivise con le applicazioni e i sistemi ai quali l’utente fa accesso, e che siano fornite direttamente e solo all’IdP. Questi protocolli inoltre permettono di accedere a più applicazioni all’interno di una singola sessione di autenticazione realizzando concretamente un Single Sign-On.  Il SSO tramite protocollo SAML Vediamo nel concreto come funziona il SSO tramite protocollo SAML:   Riassumendo, con il Single Sign-On, l’autenticazione su molteplici applicazioni è possibile in forma veloce e sicura con un’unica coppia di credenziali; ciò evita che ogni sito o applicazione Web gestisca le proprie credenziali, generando difficoltà e incertezza per l’utente. Perché il Single Sign-On è così importante?  Secondo un recente studio, in media un’azienda utilizza circa 210 programmi e servizi in Cloud, e l’impiegato medio ne usa circa 36 sul lavoro. Servirsi di un solo set di credenziali sicure per accedere a tutte queste applicazioni e servizi garantisce un livello di sicurezza maggiore e una migliore esperienza lavorativa per tutti.   Il SSO è una soluzione che migliora la gestione degli accessi perché:  Sistema SSO in COMsy Platform  Le aziende che utilizzano la COMsy Platform si trovano a gestire quotidianamente una grande mole di dati, la cui protezione e cura è fondamentale. La COMsy Platform, servendosi di un sistema di gestione di accesso all’avanguardia, il Single Sign-On, permette l’utilizzo di un solo set di credenziali sicure e risponde alla necessità di poter lavorare serenamente mentre si utilizza la propria piattaforma gestionale. In particolare, il sistema permette di configurare tutti i parametri necessari all’abilitazione del SSO tramite SAML2, se si dispone di un IdP remoto come Azure, oppure tramite LDAP.   In conclusione, SSO, come altri strumenti integrati nella COMsy Platform, concorre a rendere più sicuro il sistema ed agevolarne la fruibilità con conseguente impatto positivo sull’intero business aziendale.

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La ricerca full text accelera il tuo business!

La più grande biblioteca al mondo, “The Library of Congress” a Washington conserva oltre 158 milioni di documenti in 470 lingue. Riuscite ad immaginare cosa provereste entrandovi? Probabilmente, la sensazione più comune sarebbe quella di “impotenza”, impotenza rispetto ad una quantità così ingente di fonti di conoscenza, da non sapere proprio da dove cominciare. Oggi, bombardati da flussi continui di dati, ci troviamo inconsciamente in una situazione analoga, con un’immensa quantità di dati che evolvono real-time e la difficoltà di ricercare ed estrapolare le giuste informazioni per noi necessarie in quel momento e in quella circostanza. L’innovazione e la tecnologia, come spesso accade, sono un fondamentale aiuto per non sentirci persi anche di fronte ad un ginepraio di dati in rapido cambiamento e un’esigenza specifica da dover soddisfare in tempi brevi. La ricerca full text, che approfondiremo in questo articolo, è la chiave di volta per risolvere problemi di questa natura: reperire informazioni tra migliaia di documenti in modo semplice e rapido. Vediamo meglio di cosa si tratta… Cos’è la ricerca full text? La ricerca full text vuol dire letteralmente “ricerca a testo intero” e consiste nella possibilità di cercare un termine specifico nei file stoccati nell’archivio digitale. Per farlo, il motore di ricerca esamina ogni parola in ciascuno dei documenti archiviati. Il sistema permette inoltre di individuare in quale punto del documento si trovano le parole cercate e la loro posizione nel documento. La ricerca full text è uno strumento risolutivo e indispensabile per tutte le aziende che non vogliono perdere dati importanti e necessitano di reperirli in tempo record. Ricerca full text o ricerca per metadati? Strumenti a confronto Confrontiamo due strumenti di ricerca, uno più tradizionale, l’altro più innovativo: vediamo nel dettaglio le differenze tra la ricerca full text e quella per metadati. I metadati sono un insieme di dati aggiuntivi associati a dei contenuti che rispondono a degli standard propri dell’archiviazione documentale digitale. Sono, in sostanza, dati strutturati che consentono la ricerca, la localizzazione, la selezione e la conferma di effettiva disponibilità di un documento. La ricerca per metadati permette di fare una ricerca sui campi memorizzati nei metadati associati ai contenuti. Tuttavia, le informazioni relative al documento presenti nei metadati non lo descrivono nei suoi dettagli. Quindi, se si ha la necessità di rintracciare un documento a partire da una parola o una frase all’interno di qualsiasi documento, è la ricerca full text lo strumento più corretto da utilizzare, che permette di risparmiare tempo e risorse e di trovare il file ricercato anche quando non si è in possesso di informazioni relative ai suoi metadati. Con la ricerca full text, è possibile impostare diverse tipologie di ricerca, tra cui: I vantaggi della ricerca full text Ogni giorno veniamo travolti da una marea di dati. Dato il loro quantitativo e la velocità nella quale vengono accumulati durante le giornate di lavoro, non riusciamo a immagazzinarli con criterio o a ritrovarli quando ne abbiamo bisogno. Eppure, i file e le informazioni che accumuliamo e che sono generati costantemente dall’utilizzo dei nostri dispositivi e dalla fruizione di servizi possono essere una grande ricchezza per il nostro business. Per trasformare i dati in elementi di vantaggio competitivo occorre abbattere alcuni ostacoli come il tempo richiesto per consultare e la difficoltà di reperimento. Utilizzare la ricerca full text ti permette di:  La ricerca full text in COMsy Ticket Manager  All’interno del nostro COMsy Ticket Manager è stato inserito un sistema di ricerca full text chiamato Elasticsearch. Si tratta di un servizio di ricerca basato sul motore Lucene che permette una ricerca Full-Text all’interno dei documenti che si vogliono indicizzare.   Il Ticket Manager si occupa di indicizzare i Ticket e relativi allegati per poi permettere delle ricerche full-text sia sui dati principali di un Ticket sia sulla trascrizione dei suoi allegati. Qualora sia previsto un processo di classificazione automatica che integra anche funzionalità di analisi semantica e named entity recognition, la ricerca full-text fornisce ulteriore valore ed efficacia perché permette un’estrazione che tiene conto anche di queste ulteriori informazioni. Grazie all’integrazione di Elasticsearch, quindi, con poche informazioni è possibile eseguire ricerche rapide su tutti i ticket e allegati indicizzati, riuscendo sempre ad individuare le informazioni che soddisfano al meglio la nostra richiesta con notevole risparmio di tempo ed energie.

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Immagine intervista CTO

Gli strumenti di una comunicazione mirata ed efficace: parla il CTO di Labitech, Massimiliano Rastelli

Intervento di Massimiliano Rastelli, CTO Labitech, all’evento “Engagement & Fidelizzazione” di CMI (Customer Management Insights) del 5 Ottobre ’22 L’approccio strategico di business è oggi sempre più customer-centric. L’attenzione è completamente focalizzata sul cliente e sulle sue specifiche esigenze e l’obiettivo cruciale di ogni azienda è fornire il contenuto giusto al momento giusto con il canale giusto al consumatore giusto per garantirne la completa soddisfazione. Per realizzare questo ambizioso obiettivo è necessario che le aziende diventino sempre più delle data driven company. In quest’ottica è fondamentale un’ottimale organizzazione dei dati, resa possibile grazie ai CRM, come sistemi per la fidelizzazione dei clienti. La fidelizzazione nasce infatti dalla conoscenza delle abitudini, dei gusti e dallo storico delle interazioni, tutti elementi necessari all’attuazione di una comunicazione personalizzata ed efficace. Questo spiega perché il CRM deve essere dinamico, per adattarsi alle strategie che mutano velocemente nel tempo e deve essere aperto, per integrarsi con banche dati ed altri sistemi esterni. L’importanza del CRM come framework Il CRM non deve essere pensato come uno strumento a sé stante, ma come un framework, un insieme di strumenti e logiche configurabili, necessari per attuare le strategie di business più opportune, che semplifica la realizzazione dell’infrastruttura di Customer Care e l’implementazione dei processi. È importante quindi disporre di un sistema che raccolga e organizzi i dati e che permetta di gestirli in modo tale da rendere le conversazioni quanto più mirate e personalizzate possibili, indipendentemente dai canali utilizzati. Avere le giuste informazioni a volte però non basta. Spesso è difficile dare risposte rapide e corrette e non perché queste non siano presenti nel sistema, ma perché non è facile reperirle tempestivamente. Labitech ha risposto a questa esigenza di rapidità ed efficacia attraverso funzioni di ricerca full text o semantica all’interno delle varie knowledge base (es. dati dei ticket, dati FAQ, ecc.). I canali di comunicazione: ad ognuno il suo È importante poter variare i canali di comunicazione in base al: Target d’utenza coinvolta. Ad esempio, un’ utenza giovane potrebbe preferire canali chat e bot, mentre un’utenza più anziana potrebbe preferire la telefonia. Contenuto da veicolare. Ad esempio, una conversazione chat con un operatore, avviata per chiedere supporto alla compilazione di un documento, può evolvere in una chiamata audio o in una video chiamata qualora sia necessario per soddisfare la richiesta. I sistemi di monitoraggio e reportistica Le strategie di comunicazione sono affinate sulla base di analisi dei dati, pertanto servono sistemi di monitoraggio e reportistiche anch’essi personalizzati. Le scelte strategiche di business possono essere fatte solo se si ha a disposizione un sistema di reportistica ad hoc che raccoglie ed organizza i KPI più rilevanti, permettendo agli interessati di prendere visione dell’effettivo raggiungimento degli obiettivi prefissati. Oltre ai sistemi di raccolta, è necessario dotarsi di sistemi di data analysis in grado di estrarre dai dati trend e correlazioni e visualizzarli in modo semplice tramite dashboard, grafici e tabelle a tutti i potenziali interlocutori. In conclusione… Gli strumenti a disposizione delle aziende per realizzare una comunicazione mirata ed efficace sono potenzialmente infiniti. Ciò che occorre necessariamente sono le competenze per scegliere gli strumenti più appropriati e la giusta infrastruttura, personalizzata in base al particolare tipo di business. In altre parole, ciò che è necessario è scegliere un Partner tecnologico affidabile e competente insieme al quale crescere e raggiungere il successo. Video dell’intervento di Massimiliano Rastelli all’evento “Engagement & Fidelizzazione” di CMI

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Sistema di reporting: il cuore dei processi decisionali aziendali

Fissare obiettivi è fondamentale per qualsiasi tipo di azienda, ma disporre di strumenti opportuni per capire se la direzione intrapresa per raggiungerli sia davvero quella giusta, lo è ancor di più. Infatti, non si può portare un’azienda al successo senza il supporto di validi strumenti che consentano il monitoraggio e l’ottimizzazione continua dei processi in atto. Certamente, avere obiettivi chiari e ben definiti è un buon punto di partenza, ma è sempre e solo il primo passo per l’ottima riuscita di un intero progetto. È fondamentale saper cogliere le informazioni più significative e riuscire a tradurle in azioni puntuali e tempestive per ottenere un reale vantaggio competitivo sul mercato di riferimento. Lo strumento ideale per poter analizzare il passato, ottimizzare il presente e orientarsi al futuro è certamente un efficiente sistema di reporting aziendale. Cos’è un sistema di reporting aziendale? Un sistema di reporting aziendale è uno strumento informativo che sintetizza l’andamento delle attività attraverso specifici indicatori strategici al fine di identificare i fattori critici di successo del business. I report sono preziosi custodi di dati e cuore dei processi decisionali e, se ben interpretati, permettono di rispondere a tutte quelle domande che l’area management si pone quotidianamente. I must have di un report   A prescindere dalla specifica tipologia di report, ci sono 3 elementi caratteristici che non possono mai mancare in alcuno di essi. Ogni report deve essere: Informativo: la visualizzazione, la lettura e la comprensione dei dati deve essere semplice ed agevole per il destinatario del report;     Significativo: i report devono misurare precisi KPI (Key Performance Indicators) da cui dedurre le informazioni più rilevanti sull’andamento del business; Tempestivo: i dati dei report devono essere fruibili in tempi brevi per consentire lo studio e l’eventuale applicazione di azioni correttive necessarie Il valore del reporting per la Customer Care Se si parla di Customer Care, disporre di un adeguato sistema di reporting non può essere considerata un’opzione, ma una vera e proprio necessità. Infatti, con clienti sempre più informati ed esigenti, offrire un servizio di assistenza all’altezza delle loro aspettative è ogni giorno notevolmente più difficile. In un panorama in cui i canali di contatto con il cliente sono sempre di più e il tempo di risposta tollerato dai clienti è sempre di meno, appare fondamentale dotarsi di sistemi di reportistica avanzati che permettano il costante monitoraggio dei KPI d’interesse per azioni rapide e tempestive. Ecco alcuni esempi di report fondamentali nell’area della Customer Care: Report  chiamate che mostrano dettagli sulla durata delle singole chiamate; sull’ora di inizio chiamata; sulle chiamate in coda; sul numero di chiamate perse; ecc.  Report attività operatori che mostrano dettagli sull’orario di login degli operatori, sull’orario delle pause; sui volumi di chiamate gestite; ecc. Report canali che mostrano dettagli su ogni canale di comunicazione (fonia, chat, SMS, e-mail, ecc.) utilizzato per soddisfare diverse esigenze (richieste informative, reclami, risoluzione problemi, ecc.) Report qualità del servizio che mostrano dettagli sulle prestazioni degli operatori nel complesso e prestazioni degli operatori specifici misurate in termine di soddisfazione dei clienti Report ticket che mostrano dettagli sul volume di ticket in entrata; sulla percentuale di ticket non risolti; sul tempo medio di chiusura di un ticket; ecc. I report di Comsy Platform Comsy Platform mette a disposizone dei suoi utilizzatori un sistema di reportistica personalizzabile in base alle specifiche esigenze aziendali.   Partendo da una proposta di reportistica standard, gli esperti Labitech progettano con cura l’evoluzione del modello base per adattarlo al particolare contesto di riferimento, permettendo al cliente di avere sotto controllo l’operatività giornaliera e cogliere qualsiasi opportunità che si possa presentare.

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API: gli intermediari del mondo IT 

Pensiamo un attimo a tutte le volte in cui andiamo al ristorante e per ordinare chiamiamo il cameriere; andiamo a fare la spesa e per pagarla ci interfacciamo con la cassiera; andiamo in vacanza e chiediamo indicazioni ad un passante locale o ancora, abbiamo bisogno di aprire un conto e ci rivolgiamo all’addetto della filiale bancaria prescelta. Il cameriere, la cassiera, il passante locale, l’addetto della filiale bancaria rappresentano tutti “l’interfaccia” attraverso la quale accediamo ai servizi, acquistiamo prodotti e, più in generale, soddisfiamo le nostre esigenze.   Questo ci fa riflettere sul fatto che molto spesso, in assenza di specifici “intermediari”, non solo sarebbe più oneroso raggiungere i nostri obiettivi, ma potrebbe addirittura essere impossibile riuscire a farlo. Anche nel mondo IT esistono degli intermediari senza i quali la comunicazione tra applicativi sarebbe davvero complessa o impensabile: le API. Nate con la nascita dell’informatica stessa, da semplici strumenti di interazione tra librerie e sistemi operativi sono oggi diventate un elemento strategico e una nuova fonte di redditività per le aziende. API: cosa sono e come funzionano Un’API (acronimo di Application programming interface)è un insieme di funzioni e protocolli che riceve richieste e invia risposte da e verso diverse componenti software, mettendole in comunicazione tra loro. Metaforicamente, si potrebbe paragonare un’API ad un interprete che consente ad applicativi che “parlano lingue diverse” di interagire e dialogare in modo semplice e veloce. Per comprendere meglio il funzionamento delle API, prendiamo come esempio un qualsiasi corriere che ogni giorno consegna i pacchi presso le nostre case. Il corriere riceve un pacco con il relativo indirizzo di spedizione e la modalità di consegna. Il corriere procede secondo le indicazioni e una volta raggiunto l’indirizzo indicato nel pacco, la sua consegna può avvenire con successo o meno. A questo punto il corriere provvedere a notificare l’avvenuta corretta consegna o il tentativo non andato a buon fine. Semplificando… Mittente (fornitore) e destinatario (acquirente) restano dove sono e non hanno mai diretta interazione; Il corriere si limita a compiere la consegna del pacco, senza dover sapere cosa contenga; Le azioni di tutti i soggetti coinvolti seguono un protocollo ben codificato e noto sin dal principio: se, ad esempio, il cliente non inserisce il suo indirizzo correttamente, il pacco non potrà essere consegnato. Chi è il corriere? La nostra API. 3 tipi di API Le API possono essere classificate in tre diverse categorie: API pubbliche, ossia servizi accessibili pubblicamente (non necessariamente gratis) finalizzati ad incentivare l’uso di un applicativo, creando nuove fonti e opportunità di reddito; API Private, ossia servizi usati esclusivamente all’interno di un’azienda finalizzati all’ottimizzazione dei processi interni; API Partner, ossia servizi usati tra Partner aziendali, finalizzati ad agevolare e velocizzare le reciproche attività. I benefici delle API Le API sono strumenti importantissimi e strategici per le realtà aziendali odierne. I principali benefici offerti dall’utilizzo di API sono: Riduzione tempi e costi di design e architettura dei software Scalabilità e manutenzione nel tempo permettendo di lavorare in una logica a microservizi Sicurezza e controllo sugli accessi dei propri prodotti e risorse Profittabilità in quanto le stesse API costituiscono una fonte di redditività di un applicativo L’importanza strategica delle API nella scelta di una piattaforma software La nostra soluzione Comsy Platform è stata progettata secondo una logica a microservizi. Piuttosto che disporre di un’unica soluzione monolitica con tutte le limitazioni che comporta, la piattaforma è organizzata e scomposta in tanti moduli come un insieme di piccoli componenti che funzionano in modo indipendente e che soddisfano specifiche esigenze di business. E come comunicano i moduli tra loro e con applicativi esterni? Ovviamente tramite API che caratterizzano ciascun modulo. Questo tipo di infrastruttura conferisce all’intera piattaforma flessibilità, efficienza e sicurezza, consentendo l’adattamento ad ogni particolare contesto aziendale.

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Cloud e On Premise: due mondi a confronto

Era il 1970 quando apparve per la prima volta sul mercato il floppy disk, un piccolo oggetto quadrato si faceva custode delle nostre più preziose informazioni. Passati solo 9 anni, Sony e Philips presentarono il primo cd ad un pubblico altamente selezionato. E così si sono susseguiti i DVD e le chiavette USB che hanno spopolato durante gli anni ’90 fino ad arrivare ai giorni nostri, tempo in cui si è affermato il Cloud. Oggi, accediamo ai nostri dati quando e dove vogliamo attraverso qualsiasi dispositivo (pc, tablet, smartphone). Cosa è cambiato rispetto al passato? Le persone e le aziende hanno cambiato approccio: dal fisico, materiale e tangibile all’etereo, immateriale, intangibile. Alla “proprietà” si predilige l’”affitto” di risorse nei modi e tempi necessari. Tutto questo, nell’ambito Contact Center, si traduce in una doverosa scelta: Cloud o On Premise?   Cos’è il CLOUD? Il termine “Cloud” letteralmente significa “nuvola” e fa generalmente riferimento ad uno spazio personale in cui è possibile archiviare e gestire (aggiungere/modificare/eliminare) dati ed informazioni, sempre e dovunque, semplicemente sfruttando una connessione internet. E’ bene precisare che una tale definizione esprime al meglio il concetto di Cloud storage, ma quando parliamo di Cloud è possibile fare riferimento anche al Cloud computing ed è proprio su questa seconda accezione su cui dobbiamo focalizzarci. In questo secondo caso andiamo oltre il semplice concetto di archiviazione: si tratta di aziende provider (tra le più note Amazon con AWS; Microsoft con Microsoft Azure; Google con Google Cloud Platform) che “affittano” ai richiedenti una rete di servizi di diversa natura: Infrastructure-as-a-Service (IaaS), Platform-as-a-Service (PaaS) Software-as-a-Service (SaaS) Cos’è l’ON PREMISE? Il termine “On Premise” letteralmente significa “in loco” e fa generalmente riferimento alla fornitura di software installati fisicamente su computer e server dell’azienda che ne usufruisce. Un classico esempio di software On Premise è il noto Microsoft office, presente su ognuno dei nostri pc.  Un software On Premise viene installato su una specifica macchina e per poterlo utilizzare è necessario disporre esattamente di quella macchina, non di una qualsiasi equivalente. I principali fattori che influenzano la scelta Cloud/On Premise I principali fattori che possono influenzare la scelta Cloud/On Premise sono: La maturità dell’azienda La politica interna sulla gestione dei dati Vincoli infrastrutturali (es. presenza di sistemi legacy) Il livello di informatizzazione Perché oggi le aziende preferiscono il cloud? Se fino a qualche tempo fa le aziende preferivano avere “tutto in casa”, è invece al Cloud che si guarda oggi con maggior interesse, al punto da diventare la scelta prediletta dalla maggioranza. Il perché di questa inversione di rotta è ben comprensibile se si pone l’attenzione su alcuni dei principali benefici offerti dal Cloud: Scalabilità: tipica delle soluzioni in Cloud che possono velocemente e spesso automaticamente scalare verso l’alto o il basso aggiungendo o togliendo risorse, in base alle specifiche necessità del momento. Nell’On-Premise la scalabilità è sempre possibile, ma richiede una pianificazione e gestione più complessa con tempi più lunghi e costi più elevati. Disponibilità: nel caso del Cloud, se una delle macchine “va giù”, ne abbiamo subito un’altra disponibile. La disponibilità è legata al concetto di uptime, ossia la quantità di tempo in cui un servizio è disponibile e operativo online. In genere dipende dal livello di servizio del service provider: Google, Amazon, Micrososft garantiscono un livello di servizio che sfiora il 100%. Su soluzioni On-Premise la disponibilità del servizio dipende dalle caratteristiche dell’hardware, del software, dalle relative configurazioni, dalle scelte infrastrutturali ed architetturali e soprattutto dalle competenze interne. Sicurezza: contro ogni pregiudizio, il livello di sicurezza offerta dal Cloud non ha nulla da invidiare all’On Premise. Dalla crittografia dei dati ai metodi di autenticazione degli utenti, ogni aspetto è curato al dettaglio per tutelare la sicurezza delle informazioni in azienda. Comsy Contact Center: scegli la modalità più giusta per te   Comsy Contact Center può essere erogato in modalità Cloud o On-Premise, a seconda delle esigenze del cliente. Il fatto che la maggioranza prediliga oggi il Cloud non vuol dire che l’On-Premise non sia comunque la modalità più adatta per alcune realtà aziendali. A tal riguardo, il Team di esperti Labitech studia nel dettaglio ogni specifica situazione per proporre la modalità più opportuna per ogni Cliente. E poi… A voi la scelta!

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Trouble Ticketing System: come fare la scelta giusta

Al giorno d’oggi è davvero difficile pensare a qualcosa che non si può trovare sul mercato. Quotidianamente le aziende mettono in commercio nuovi prodotti e servizi di cui non avremmo mai neanche immaginato l’esistenza, ma che tutto ad un tratto diventano per noi necessari e imprescindibili. Il problema oggi non è “trovare”, ma “scegliere”, tra un’infinità di opzioni possibili, quella che fa davvero al caso nostro. L’overload informativo a cui siamo esposti spesso ci ammalia, offusca e distoglie da aspetti tutt’altro che trascurabili nelle nostre valutazioni strategiche. Ogni azienda, per quanto apparentemente simile ad un’altra, ha le sue specifiche esigenze, la sua organizzazione, i suoi processi che sono suoi e solo suoi e che non dovrebbe mai perdere di vista mentre sceglie gli strumenti a supporto del suo core business. Pensiamo alla scelta di un software utile ad una particolare area o dipartimento, piuttosto che all’intero complesso aziendale: questa dovrebbe essere sempre il risultato di un processo attento e scrupoloso in cui tutti gli aspetti peculiari del business sono presi in considerazione. Un esempio perfetto è la scelta di un sistema di Trouble Ticketing che, se realizzata davvero sulla base delle proprie esigenze e processi interni, permetterà di elevare la qualità del servizio con notevoli benefici in termini di customer satisfaction. 1. Cos’è un sistema di Trouble Ticketing? Un Trouble Ticketing System è un sistema che permette di curare ogni fase del processo di assistenza, è uno strumento con cui catalogare e gestire tutte le richieste di supporto: dalla più semplice esigenza informativa alla più complessa gestione di incident o issue. Ogni ticket o biglietto viene generato nel momento in cui il cliente avanza la sua richiesta e ad esso viene associato un identificativo univoco che permette il tracciamento e la gestione della problematica fino alla sua risoluzione. Ad ogni ticket, a seconda del problema segnalato, viene attribuita una priorità in base alla quale vengono stabiliti i tempi di risoluzione da dover rispettare. La conclusione del processo spesso coincide, a seguito della risoluzione della problematica, con il feedback del cliente rispetto al servizio prestato. 2. I principali canali di un sistema di ticketing    Il modo in cui viene aperto il ticket generalmente non altera il processo che ne consegue e per questo il cliente può scegliere liberamente il canale che preferisce per comunicare la sua richiesta: Telefono: è il canale tradizionale e prediletto da chi necessita di un riscontro urgente e immediato E-mail: è il canale utilizzato prevalentemente quando la problematica non necessita di un riscontro imminente Live Chat: è il canale che viene scelto spesso per richieste semplici e tempestive Social media: è il canale che generalmente viene usato come alternativa alla live chat per una comunicazione facile e veloce 3. I principali vantaggi di un buon sistema di ticketing I principali vantaggi offerti da un buon sistema di ticketing sono: Informazioni centralizzate e ben organizzate disponendo di un unico repository con lo storico di tutti i ticket ordinati per tipologia di problematica, priorità, nome cliente di riferimento, ecc. Riduzione dei tempi ed aumento dell’efficienza nella gestione delle richieste con conseguente aumento della soddisfazione dei clienti Riduzione dei costi potendo monitorare le problematiche per cui vengono più spesso aperti i ticket e provvedere tempestivamente ad una eventuale risoluzione definitiva delle criticità emerse nel tempo 4. Comsy Ticket Manager: perché un sistema di ticketing su misura per te?   Per Comsy Ticket Manager vale certamente quanto detto finora in generale per i sistemi di ticketing, ma non finisce di certo qui.   Ciò che davvero fa la differenza nella scelta di un software per il ticket management è la possibilità di personalizzare la soluzione secondo le esigenze di ogni specifica realtà. Comsy Ticket Manager permette alle aziende di customizzare campi e implementare i processi rispettando le caratteristiche operative e le peculiarità che contraddistinguono ciascuna di esse. Il Team di esperti Labitech analizza attentamente le necessità del cliente per poter concretizzare le sue aspettative all’interno della soluzione. Un sistema di ticketing cucito su misura aiuta il business a crescere, agevolando la customer relationship management e aumentando la customer satisfaction complessiva.

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